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Droga, arresti e sequestri di soldi e supercar: colpite le ricchezze dei clan a Firenze e in Toscana

di Redazione Firenze
Droga, arresti e sequestri di soldi e supercar: colpite le ricchezze dei clan a Firenze e in Toscana

Il bilancio di un anno di operazioni della Guardia di Finanza: 31 misure eseguite, sequestrati 64 chili di stupefacenti e 344mila euro: scattano le misure antimafia sui patrimoni

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FIRENZE Arresti, sequestri di droga e denaro, misure antimafia sui patrimoni. È il risultato delle indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze e condotte dalla Guardia di finanza tra il 2025 e i primi mesi del 2026, con interventi in diverse aree della Toscana.

Il bilancio parla di 31 misure personali eseguite, tra custodie cautelari in carcere e arresti in flagranza. Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati 64 chilogrammi di sostanze stupefacenti - 33 di cocaina, 18 di hashish, 13 di marijuana - destinati alle piazze di spaccio regionali. Parallelamente è stato ricostruito il flusso dei profitti. I finanzieri hanno sequestrato circa 344mila euro in contanti ritenuti provento delle attività illecite e avviato le procedure previste dalla normativa antimafia per colpire i patrimoni riconducibili agli indagati. Le verifiche hanno riguardato disponibilità finanziarie e beni risultati sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati.

«L’attività sviluppata dal Nucleo di polizia economico finanziario di Firenze sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia – dice il generale Enrico Blandini – dimostra come il contrasto alla criminalità organizzata richieda un approccio integrato. Da un lato, l’azione repressiva sul traffico di stupefacenti. Dall’altro, una sistematica aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati, seguendo i flussi finanziari e colpendo beni e disponibilità economiche incompatibili con i redditi dichiarati. Così l’azione della guardia di finanzia mira a incidere sulle capacità di rigenerazione delle organizzazioni criminali, impedendo che il denaro proveniente dal narcotraffico si trasformi in impresa, alteri la concorrenza e si radichi stabilmente nell’economia legale».

L’indagine ha seguito un’impostazione patrimoniale. Prima il denaro, poi le persone. L’obiettivo è individuare come i proventi del traffico di droga vengano reinvestiti e trasformati in attività economiche. Sono state sequestrate anche auto di lusso, come una Ferrari e una Maserati. In questo quadro sono stati analizzati conti, movimenti finanziari e società, con il supporto di strumenti informatici dedicati. Gli accertamenti hanno evidenziato la capacità dei gruppi di inserirsi nell’economia legale. Tra i settori monitorati compare la ristorazione, considerata funzionale per la gestione di flussi di contante e per il reimpiego dei capitali. Un sistema che, secondo gli investigatori, altera le regole della concorrenza.

Le misure patrimoniali si inseriscono nella strategia della Dda di colpire le ricchezze accumulate dai soggetti ritenuti ai vertici delle attività illecite. Un intervento mirato a ridurre la disponibilità economica delle organizzazioni e a limitarne la possibilità di espansione sul territorio.

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