Il Tirreno

Firenze

La vicenda

Ex Gkn, continua la protesta dopo il corteo: ecco i motivi

di Matteo Leoni

	La tendopoli allestita nel cortile del palazzo della Regione
La tendopoli allestita nel cortile del palazzo della Regione

Prosegue l’occupazione nello spazio verde del palazzo dove ha sede la Regione a Novoli: una trentina le persone che hanno passato la notte nelle tende

19 maggio 2024
2 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Non si ferma la protesta degli operai dell’ex Gkn, che dalla serata di sabato (18 maggio), al termine di un corteo, hanno occupato con delle tende il cortile del palazzo sede degli uffici della Regione in via di Novoli. Dopo le tensioni con la polizia, quando i manifestanti hanno forzato il muro di agenti posti a protezione dell’area, adesso la situazione è tornata alla calma. Delle circa 150 persone entrate nel prato, circa una trentina sono rimaste per la notte.

Le richieste

I manifestanti chiedono di poter parlare con rappresentanti della Regione e di dare il via libera a una legge regionale per la nascita di consorzi industriali, che secondo la Rsu potrebbe rappresentare una soluzione per lo stabilimento di Campi Bisenzio. Al momento tuttavia non ci sarebbero stati contatti tra gli operai accampati e i rappresentanti della Regione. Il presidio però prosegue. Tuttavia potrebbe spostarsi, già oggi, in piazza San Marco, dove è stata allestita la tendopoli degli studenti universitari. Un’eventualità annunciata nella sera di sabato da Dario Salvetti, dell’Rsu ex Gkn: «Non andiamo a casa – aveva annunciato –, resisteremo fino a quando ci pare», e «lunedì quando i lavoratori della Regione, che appoggiano la nostra proposta di legge, timbreranno il cartellino, ci troveranno lì, e decideremo nel frattempo quali altre azioni fare; ma se andiamo via di lì è solo per raggiungere le nostre compagne e i nostri compagni in piazza San Marco», ha detto, riferendosi proprio alla protesta in corso degli universitari per la Palestina.

I perché

Nella serata di sabato, mentre era in corso l’occupazione del cortile della Regione, i lavoratori hanno diffuso una nota per spigare i motivi della protesta: «Siamo allo stremo, non riceviamo lo stipendio da cinque mesi e sentiamo un silenzio assordante su tutta la vicenda. Non vogliamo più essere presi in giro. Le istituzioni si facciano carico della situazione, le nostre richieste sono note: commissariare Qf, stipendi o ammortizzatore, legge regionale sui consorzi pubblici per permettere il nostro progetto di reindustrializzazione, l'unico che sia mai stato presentato su quell’area». «La nostra vertenza in tre anni ha coinvolto 100mila persone e il corteo di oggi è stata una scommessa non facile, perché è il sesto a Firenze e il terzo in cinque mesi – ricorda la Rsu –. La politica deve prendersi le proprie responsabilità e rispondere non solo a noi, ma a tutto il territorio». Al corteo hanno preso parte oltre 3mila persone.

Primo piano
La tragedia

Con il gommone contro gli scogli: muore un giovane ufficiale toscano della Marina