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Il caso

Stadio Franchi, scatta il ricorso al Tar contro il progetto di restyling

di Luca Gasperoni
Stadio Franchi, scatta il ricorso al Tar contro il progetto di restyling

Firenze, gli eredi dell’ingegner Nervi hanno deciso di rivolgersi al tribunale amministrativo. «Il restyling rischia di compromettere elementi tipici come la scala elicoidale»

09 giugno 2023
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FIRENZE. Ancora grane sul progetto di restyling dello stadio Franchi, bloccato in un limbo dopo la bocciatura della Commissione europea all’utilizzo della tranche da 55 milioni di euro (lievitati a 70 milioni a causa dei rincari dei materiali) del Pnrr. A minare il percorso di ristrutturazione dell’impianto, da un mese entrato nella fase d’appalto con scadenza per presentare le offerte fissata al 13 giugno, è la fondazione Pier Luigi Nervi Project, che ha fatto ricorso al Tar della Toscana per tutelare i tratti architettonici del Franchi.

«Il Comune di Firenze è stato informato di un ricorso al Tar per il progetto dello stadio Franchi di Firenze contro il Ministero della Cultura, la Sovrintendenza fiorentina e il Comune, presentato dalla Pln Project, fondazione di diritto belga, con sede legale a Bruxelles», spiega Palazzo Vecchio con una nota. Una decisione, quella della fondazione guidata dal nipote Marco, annunciata da mesi e legata ai dubbi sulla conservazione degli elementi tipici dell’architettura nerviana: la pensilina della tribuna, la torre di Maratona, le scale elicoidali. Che, secondo il punto di vista degli eredi dell’ingegnere Nervi, rischiano di venire compromessi dal restyling messo a punto dallo studio Arup. Perplessità rilanciate dall’associazione Italia Nostra ma soprattutto dall’Icomos (International Council on Monuments and Sites) , ente consultivo dell’Unesco, che ha inviato nei mesi scorsi un allarme sul patrimonio al ministero della Cultura: «Le modifiche previste saranno una lapide sull’opera di Nervi e sul suo significato per Firenze e per l’architettura nazionale». Tanto da spingere il sottosegretario Vittorio Sgarbi a tentare un’opera di mediazione alla fine fallita. Anche perché gli eredi di Nervi mantengono il diritto d’autore sulla struttura, con la possibilità di ricorrere in tribunale. «La notizia non sorprende e non ha influenza diretta sulle procedure di gara in corso, trattandosi di un progetto dotato di tutti i pareri in coerenza con le norme e i decreti del ministero della Cultura e finanziato con fondi complementari al Pnrr», spiega Palazzo Vecchio buttando acqua sul fuoco. A fine aprile, infatti, sono state spedite le lettere d’invito a presentare le offerte per la gara d’appalto e c’è tempo ancora fino a martedì. L’aggiudicazione avverrà col criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, il prezzo varrà il 10%, e si può ipotizzare per luglio. “Peraltro – chiarisce il Comune – la norma nazionale per i progetti Pnrr prevede motivazioni particolarmente stringenti ed esplicite che il ricorrente deve aver espresso al fine di poter accettare il ricorso».


 

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