Empoli, con l’Entella altra gara da vorrei ma non posso: un pareggino. La classifica ora fa paura
Guiu spalanca le porte del baratro, Magnino rimedia però solo in parte: il calendario non è davvero dei migliori adesso. Incredibile espulsione per mister Caserta
EMPOLI. Un’altra partita da “vorrei ma non posso”, un pareggino con la Virtus Entella, tiene l’Empoli ancora matematicamente a galla, un punto sopra la zona playout occupata dai liguri, ma lo condanna a un finale di stagione di grandissima sofferenza, con un calendario che fa paura (Venezia, Avellino, Monza) e tante incognite sulla tenuta mentale di una squadra sonoramente fischiata alla fine da una Maratona gremita come non mai.
L’espulsione di Caserta
Una partita che, peraltro, verrà ricordata per quanto accade al 64’, quando Fabio Caserta si dimentica per un fatale istante di essere un allenatore, torna ai bei tempi da giocatore e stende un incredulo Di Mario, colpevole di essersi preso il pallone di un fallo laterale che spettava agli azzurri. Esercizio arbitrario delle proprie ragioni punito col rosso diretto dall’arbitro Marinelli.
In campo: il primo tempo
Finché è stato in panchina, il tecnico azzurro se l’è giocata con un 4-3-2-1 (Shpendi e il recuperato Elia dietro a Fila) che a tratti si trasformava in un 4-3-3. Ne è venuto fuori un primo tempo che è un po’ il manifesto di questa tribolata stagione dell’Empoli. Una occasione per gli ospiti, quattro per i padroni di casa, ma si va al riposo sull’1-0 per l’Entella per una frittata combinata al 13’ da Moruzzi che tenta un goffo retropassaggio di testa rischiando l’autogol. Fulignati ci mette una pezza ma nulla può sulla successiva incornata di Guiu servito da Mezzoni. Cala il gelo sul Castellani e arrivano i primi fischi.
L’Empoli ci mette una decina di minuti a riprendersi dalla botta ma poi, dal 25’ al 29’ costruisce tre occasioni con Haas (murato), Lovato (testa fuori di un soffio, era già partita la musica nell’impianto dello stadio...) e ancora con Lovato (reattivo Del Frate). Sull’altro fronte c’è un Tiritiello tuttofare, dietro e davanti. Ma l’occasione più grossa capita allo scadere sul destro di Fila, che spara sull’esterno della rete.
Il secondo tempo
La ripresa inizia con Nasti al posto del ceco e dopo una manciata di minuti (51’) arriva il pari con la testa di Magnino al primo centro in azzurro dopo un’azione insistita di Shpendi.
Ora l’inerzia sembra dalla parte dei padroni di casa, ma l’Entella è squadra tosta e non rinuncia a pungere con Cuppone che in certi casi impegna da solo i due centrali. Al 55’ Caserta decide di togliere un Moruzzi in confusione con Candela, spostando Ebuehi sulla sinistra, ma di fatto non ci saranno più grandi occasioni da entrambe le parti, perché col passare dei minuti il pallone diventa sempre più pesante.
Al 64’ accade il fattaccio di cui si è detto e al posto di Caserta subentra il secondo Salvatore Accursi, che al 74’ capisce che ormai è una guerra è sgancia il 15-18, cioè Ceesay e Ghion per Yepes ed Elia a corto di benzina.
Il finale
Al triplice fischio partono i fischi della Maratona ma poi anche l’incitamento. Il popolo azzurro sa che i prossimi 270 minuti saranno decisivi per il futuro dell’Empoli e dopo la contestazione post-Padova ha deciso di non infierire.
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