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Il gesto

Gara di solidarietà sul web per Emanuele, il 18enne investito da un pirata della strada

di Redazione Empoli
L'ospedale di Careggi (foto archivio)
L'ospedale di Careggi (foto archivio)

Empoli, su GoFundMe ecco una raccolta fondi per sostenere le spese necessarie alle cure del giovane

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EMPOLI. La sua vita è cambiata di colpo lo scorso 22 maggio. Percorreva in bicicletta via Carraia, ad Empoli, quando è stato travolto da un pirata della strada. Da allora per Emanuele, 18 anni, è stato un continuo lottare prima a Careggi, poi in un centro di riabilitazione.

A fianco a lui la sua famiglia che, oltre al dolore e preoccupazioni per la saluta del figlio, ora sta affrontando seri problemi economici. E proprio per questo sul web è partita una gara di solidarietà per la famiglia ed Emanuele.

Su “GoFundMe” – la più nota piattaforma online per raccogliere fondi da destinare a cause personali, cure mediche, emergenze, progetti o associazioni benefiche – è attiva la raccolta “Aiutiamo Emanuele e la sua famiglia a tornare a sorridere”. È stata aperta lo scorso 27 luglio per raccogliere fondi necessarie alle spese mediche del 18enne. In poco più di 10 giorni sono stati già raccolti più di 10,5 mila euro grazie a 11 donazioni. L’obiettivo è quota 25mila euro.

Emanuele, dopo l’incidente, fu portato a Careggi. Qui è stato sottoposto a diversi interventi neurochirurgici alla testa, accompagnati da gravi complicazioni. «Ogni giorno è stato una sfida – si legge nella richiesta di donazioni online –. Oggi Emanuele si trova in un centro di riabilitazione, dove affronta con una forza e un coraggio straordinari un percorso lungo e complesso fatto di sacrifici, terapie e tanta determinazione. Il suo cammino lungo e difficile, però, è molto lontano dalla conclusione e dalla normalità: dovrà affrontare altri interventi chirurgici e un lungo percorso di recupero e riabilitazione».

«Accanto a lui c’è sempre stata la sua famiglia – si legge sul sito di GoFundMe –. Ma, oltre al dolore e alla paura, i suoi cari stanno affrontando anche un enorme peso economico: spese mediche, riabilitazione, continui spostamenti e tutte le necessità che una situazione così complessa comporta. Per questo abbiamo deciso di aprire questa raccolta fondi».

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