Il Tirreno

Il lutto

Riparbella, addio a Rolando Nuti: fondatore della cantina La Regola e istituzione cittadina

di Maria Meini

	Rolando Nuti al centro tra i figli Flavio e Luca
Rolando Nuti al centro tra i figli Flavio e Luca

Aveva 95 anni, a portare avanti l’azienda di famiglia ci sono i figli Flavio e Luca: «Era un capitano, ha costruito la sua impresa, abituato a lottare da solo nei momenti difficili, ma ci ha dato fiducia e ha creduto in noi figli»

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RIPARBELLA. Era il patriarca dell’azienda di famiglia, Rolando Nuti, classe 1931, lo stesso anno di fondazione dell’azienda che portava il suo nome. Una lunga attività di contoterzista nel settore agricolo, ha proseguito innovando l’impresa del padre Nilo e del nonno Corrado.

La svolta nel 1985, con la nascita della cantina La Regola, tenuta a battesimo dopo la laurea in Agraria del figlio Luca, a cui si è affiancato il fratello Flavio, avvocato, e ora i nipoti Valentino, Nicolò e Vittoria.

La scomparsa

Rolando Nuti è morto domenica circondato dall’affetto di figli, nuore e nipoti. Aveva compiuto 95 anni a giugno, festeggiato in famiglia con una grande torta alla frutta. Poi la malattia che lo ha condotto alla morte. Ma fino al 2024 aveva “presieduto” ai lavori della sua amata vendemmia. Un amore per la terra che ha trasmesso ai figli, entrambi impegnati nella cantina di Riparbella, uno nella parte produttiva, l’altro nel settore marketing e comunicazione. Ed entrambi molto legati al padre, rimasto vedovo tanti anni fa.

Il ricordo

A Riparbella Rolando è nato e vissuto. Famiglia antifascista, il padre perseguitato. «Mio padre ci ha insegnato il valore dell’onestà e del lavoro. Era un capitano, ha costruito la sua impresa, abituato a lottare da solo nei momenti difficili, ma ci ha dato fiducia e ha creduto in noi figli. Ed ha mantenuto sempre un legame forte con la comunità di Riparbella, impegnandosi nel sociale», lo ricorda Flavio.

La storia della famiglia

La famiglia Nuti all’inizio del secolo scorso, con il capostipite Corrado, era conosciuta nell’arte del fabbroferraio, cioè nell’attività di fabbricazione e applicazione dei ferri per gli animali da traino, indispensabili all’epoca per i lavori agricoli.

Uno dei figli di Corrado, Nilo, decise nel 1931, con la nascita del secondogenito Rolando, di iniziare con l’avvento dei primi macchinari agricoli l’attività di contoterzi per seguire la nuova era della meccanizzazione agricola. Rolando seguì il padre in questo nuovo mestiere, e dopo la sua morte, nel ’76, decise di continuare l’attività ammodernando il parco macchine, estendendo la sua attività nelle principali aziende agricole e vitivinicole delle province di Pisa e Livorno. Sue sono le realizzazioni di impianti di vigneto di aziende vitivinicole del Bolgherese: Ornellaia, Campo alla Sughera, Fattoria di Biserno, fattoria Guicciardini-Strozzi, Tenuta Casa di terra, o della zona di Riparbella: Tenuta Massimo Ferragamo, Duemani, Caiarossa, oppure in altre zone della toscana, come la Tenuta Cosimo Maria Masini in San Miniato. Da qui è maturata l’idea di trasformare in azienda l’antica vigna di famiglia.

La tempra e la generosità sono caratteristiche che gli sono valse l’affetto della sua gente. Nel 2021 consegnò al sindaco Salvatore Neri un assegno di 16mila residuate dallo scioglimento e liquidazione della Cooperativa di consumo di Riparbella, costituita nel 1908 a sostegno della comunità, di cui Rolando è stato l’ultimo presidente. La somma è stata donata con l’impegno del Comune di utilizzarla a sostegno dell’istruzione e delle scuole primarie. Su sua richiesta è stata affissa una targa all’esterno della ex sede in Piazza del Popolo n. 19 (oggi ufficio turistico) in memoria di tutti i soci. Il funerale si è svolto oggi, nel cimitero di Riparbella. 

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