Il Tirreno

Il reportage

Rosignano, commercio sgretolato: sull'Aurelia 26 fondi vuoti. E lo "struscio" è solo un vecchio ricordo

di Alessandra Bernardeschi

	La via Aurelia un tempo era il cuore commerciale di Rosignano Sovay
La via Aurelia un tempo era il cuore commerciale di Rosignano Sovay

Numerosi locali ora sono occupati da attività di servizio. Contestata la viabilità e anche l’arredo urbano datato non aiuta

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ROSIGNANO. Saracinesche abbassate, una dietro l’altra, luci spente, cartelli con scritto vendesi. Su quegli 800 metri di strada che costeggia la via Aurelia a Rosignano Solvay, qualche anno fa il salotto buono del paese, il commercio si è sgretolato. Anno dopo anno. Una situazione ben conosciuta dagli amministratori che si sono succeduti negli anni ma per la quale, evidentemente, nessuno ha trovato un valido rimedio. Una crisi profonda che ha colpito in particolar modo quell’area un tempo zona prediletta dello “struscio” proprio grazie alle tante attività presenti.

26 fondi vuoti su 62 rimasti

Il nostro percorso parte dall’incrocio tra via Matteotti e via Aurelia e termina all’incrocio con via Catalani e piazza Pardubice. Su 62 fondi commerciali rimasti (alcuni sono stati trasformati in ingresso per appartamenti ai piani superiori delle palazzine) 26 sono chiusi. Senza contare le attività che hanno chiuso i battenti nelle vie traverse e nelle piazzette. Alcuni con la scritta vendesi, altri semplicemente con la saracinesca abbassata da tempo. Su quello che era il principale corso commerciale tante attività sono state trasformate in agenzie immobiliari, negozi di parrucchieri, Kebab, due banche, negozi di telefonia e uffici.

Le cause della crisi

Attività che non “fanno vetrina” come dicono gli addetti ai lavori. Chi ha vissuto Rosignano negli anni andati ben si ricorda delle tante gioiellerie, dei negozi di casalinghi e articoli per la casa, negozi di calzature, borse, abbigliamento, negozi sportivi, bar e pasticcerie, negozi di servizio, abbigliamento per bambini, macellerie, salumerie, generi alimentari che proponevano prodotti tipici. Di tutto questo rimangono al momento per lo più solo ricordi. Una profonda crisi che parte da lontano, da quando tante attività hanno chiuso e non c’è stato un passaggio generazionale. A tutto ciò vanno ad assommarsi le vendite on line alle quali si affidano ormai tanti acquirenti. Merce quasi sempre a poco costo che viene consegnata a casa. Per non parlare dei grandi magazzini o outlet. Ciò che è certo è che la crisi sembra aver colpito duramente questo corso che si ravviva solo nel pezzo finale, ossia tra via del Fante e via Catalani e poco oltre dove le attività sono su ambedue i lati della strada e dove si respira un’aria commercialmente più viva. «Eppure – commentavano alcuni residenti della zona – non mancano eccezioni. Alcuni negozi che vendono cose belle ci sono».

Viabilità e arredo urbano

Negozi di abbigliamento storici, uno di calzature, articoli per arredamento casa, i bar pasticcerie, le pizzerie, un orefice. Ma la maggior parte di fondi commerciali sono occupati da attività di servizio. Una crisi che ogni anno si fa più pesante soprattutto per i turisti ed i residenti che si ricordano ancora la Rosignano che era, i piccoli e grandi negozi che proponevano vari prodotti. Non aiuta neanche l’arredo urbano ormai datato, le grosse scritte sui pannelli fonoassorbenti celesti posizionati anni fa dalle Ferrovie lungo i binari del treno che danno un senso di periferia. Poi il senso unico di marcia e la pista ciclabile contestati sin dall’inizio dagli operatori commerciali ma portati avanti dalle passate amministrazioni, forse per cercare di portare una spinta innovativa su quel tratto di strada. Fu provata anche la via, attraverso un progetto regionale, dell’affitto concordato con i proprietari dei fondi: qualche nuovo negozio venne aperto per poi richiudere dopo un solo anno.

«Andrebbe riaperto in traffico a doppio senso di marcia – dicono alcuni operatori che ancora rimangono sulla via Aurelia – le auto transitano, non trovano parcheggi e vanno altrove. Le persone anziane, che sono tante, trovano grande difficoltà a raggiungere le attività per la mancanza di parcheggi vicini. Tutto è stato reso più complicato». Ed ancora: «Andrebbero eseguiti lavori sull’arredo urbano ormai vecchio. Un arredo nuovo in modo da collegare anche visivamente la via Aurelia con piazza Monte alla Rena e la zona a mare così da invogliare i turisti al passeggio. Rendere il paese attrattivo in modo che anche i giovani siano incoraggiati ad aprire attività così come le grandi catene di marchi conosciuti». 
 

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