Vada, sequestrati due chilometri di trappole per polpi
Erano posizionate davanti all’approdo turistico, lungo la rotta di ingresso e uscita. Attrezzi non segnalati e utilizzati in una zona e in un periodo vietati
ROSIGNANO. Nella giornata di giovedì 13 agosto i militari della Guardia costiera di Vada, sotto il coordinamento del Centro Controllo area pesca della Direzione marittima di Livorno, hanno proceduto al sequestro di circa 2 km di trappole per polpi (octopus vulgaris) e nasse posizionate ad opera di ignoti nelle acque antistanti l’approdo turistico vadese.
La notizia, arrivata da un diportista in transito, ha fatto subito scattare l’intervento di recupero dell’attrezzo da pesca che, posizionato lungo la rotta d’ingresso e uscita dell’approdo, creava anche un serio pericolo per la navigazione.
Le trappole, oltre a essere prive di idonea segnalazione, risultavano impiegate in zona non consentita e in un periodo (15 luglio – 15 agosto) in cui ne è vietato l’utilizzo.
Grazie alla collaborazione fornita da un motopesca locale, l’attrezzo e le nasse ad esso collegate sono stati rimossi e posti sotto sequestro.
«L’attività ha permesso non solo di preservare la specie ittica tutelata durante il periodo di fermo biologico, ma anche di garantire la sicurezza della navigazione nel corso della piena affluenza balneare e diportistica», dice il comandante dell’Ufficio locale marittimo di Vada, Maurizio Perullo.
Per ogni emergenza in mare, il riferimento è il Numero unico emergenza 112, o il 1530, attraverso i quali la richiesta viene inoltrata alla struttura competente della Guardia Costiera.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
