Il conflitto
Rosignano, parla l’ad di Esseco: «Ecco perché abbiamo acquistato Inovyn, vi spiego il nostro piano in Toscana»
Le parole di Francesco Nulli, l’amministratore della società che ha acquistato lo stabilimento rosignanese
ROSIGNANO. «Questa acquisizione ci consente di rafforzare ulteriormente la nostra divisione cloro-alcali Altair Chemical, raddoppiando la capacità produttiva e ampliando la nostra presenza sul mercato europeo sia nei derivati del sodio sia in quelli del potassio. Attraverso specifici progetti di ottimizzazione, i siti produttivi saranno progressivamente integrati e specializzati, con un miglioramento complessivo dell’efficienza, al fine di servire al meglio la clientela nazionale e internazionale». A parlare è Francesco Nulli, amministratore delegato di Esseco Group e presidente di Esseco Industrial, la società che martedì 21 aprile ha siglato l’accordo di acquisto delle azioni in Inovyn Produzione Italia spa da Ineos Inovyn e che ha già uno stabilimento a Saline di Volterra.
Gli stabilimenti acquisiti e lo scorporo della ricerca
La società ha acquistato la sede di Rosignano che rappresenta il più grande stabilimento nazionale di cloro-alcali, dove si producono soda caustica e cloro, impiegando 178 dipendenti e quella di Tavazzano, in provincia di Lodi, dove si produce ipoclorito di sodio con oltre 25 dipendenti. Le attività di ricerca e sviluppo (12 dipendenti a Rosignano) saranno invece scorporate e rimarranno a Ineos.
La posizione di Ineos Inovyn
«Rosignano e Tavazzano – ha aggiunto Stephen Dossett, amministratore delegato di Ineos Inovyn, nella nota pubblicata sul sito del gruppo – sono stati una parte preziosa, grazie all'impegno, alla professionalità e alla forte cultura della sicurezza delle persone che vi lavorano. La vendita a Esseco Industrial fa seguito a una revisione strategica del nostro portafoglio di asset europei e non incide sulle nostre attività operative principali. La cessione consente a Inovyn di concentrarsi sui suoi business, di cui siamo leader in Europa, nel settore del Pvc e cloro-soda. Siamo fiduciosi che, sotto la proprietà di Esseco, i siti continueranno a crescere e ad avere successo negli anni a venire».
La notizia a sorpresa e la reazione dei sindacati
La notizia della vendita è arrivata a sorpresa a Rosignano: nessuno tra i sindacati e le istituzioni sembrava al corrente della situazione. La comunicazione è arrivata nella mattina di martedì 21 aprile ai rappresentanti sindacali dello stabilimento di Rosignano e quindi ai lavoratori. Giovedì 23 aprile era in programma un incontro al Mimit del gruppo Ineos proprio per affrontare una serie di temi legati all’industria chimica europea dopo che, nelle scorse settimane, il gruppo aveva annunciato chiusure di stabilimenti, della lista il polo toscano non era incluso ma, non erano mancate le preoccupazioni. Venerdì i sindacati avrebbero incontrato i dirigenti locali per fare il punto della situazione. «È stato un fulmine a ciel sereno», commenta Stefano Santini, della Filctem Cgil e referente per il polo industriale di Rosignano.
Le prime valutazioni dei sindacati
«Allo stato attuale – aggiunge – non possiamo che apprendere con soddisfazione che è un gruppo italiano ad acquistare una quota importante di una multinazionale straniera. Questo ci fa ben sperare: comincerà ora il passaggio dei lavoratori da un’azienda all’altra alle stesse condizioni».
La posizione del sindaco di Rosignano
Anche il sindaco di Rosignano Claudio Marabotti conferma che la notizia ha colto tutti di sorpresa. «L’azienda che ha comprato l’impianto – dice – è un’azienda seria, al 100% italiana. Un’azienda che non fa speculazione ma produzione e questo mi sembra molto rassicurante. Sono ovviamente le prime impressioni, appena sarà formalizzato l’acquisto prenderemo contatti per capire quali sono le loro intenzioni per lo stabilimento di Rosignano».
La reazione del Pd locale e regionale
«Quanto appreso – commentano il consigliere regionale Pd Alessandro Franchi e il segretario locale Nicola Di Paco – rappresenta una vera doccia fredda. Non avevamo avuto avvisaglie di questa accelerazione, proprio mentre è in corso un percorso di monitoraggio che la Regione Toscana ha attivato su nostra sollecitazione e siamo ancora in stretto contatto con il consigliere del presidente Giani per le crisi aziendali, Valerio Fabiani. Domani (giovedì 23 aprile, ndr), inoltre, è già in programma una riunione specifica al ministero delle Imprese e del Made in Italy, dedicata a Ineos e al futuro della chimica: sarà quello il momento per pretendere risposte chiare». «Il nostro obiettivo – aggiungono resta fermo: dobbiamo garantire la continuità industriale del sito di Rosignano e, soprattutto, tutelare ogni singolo posto di lavoro. Non possiamo permetterci passi indietro su un asset così strategico per l’economia toscana. Restiamo in attesa di conoscere nel dettaglio il piano industriale dell’azienda, pronti a fare la nostra parte per difendere il futuro produttivo e occupazionale della nostra comunità».
L’intervento del consigliere comunale Davide Franchi
Interviene sul passaggio di proprietà anche il consigliere comunale Davide Franchi: «L'obiettivo prioritario, come sempre, è salvaguardare la continuità produttiva e tutelare le lavoratrici e i lavoratori. Penso anche che il parco industriale di Rosignano debba rimanere un punto di riferimento strategico per il lavoro sul nostro territorio e rimango in attesa di capire quale siano le intenzioni della nuova proprietà».
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