Cecina, l'accoltella dopo un lite per motivi sentimentali: chi è l'arrestato
Eseguita un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un giovane classe 2007. Il ragazzo è accusato di lesioni gravissime nei confronti di un 32enne: è in carcere
CECINA. L’hanno individuato grazie a testimonianze e telecamere arrestandolo, pochi giorni dopo il fatto contestato, in esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari poi tramutata in custodia in carcere. Amadou Bah (classe 2007) è accusato di lesioni gravissime per aver accoltellato alla schiena un 32enne della zona dopo una lite per motivi sentimentali.
I fatti
I fatti risalgono alla serata di giovedì 9 aprile. L’indagato si sarebbe incontrato con la vittima intorno alle 19, 30 nelle vicinanze del supermercato Lidl di via Magona. Insieme a loro ci sarebbe stata anche una donna ed è per lei che, secondo gli investigatori, i due avrebbero litigato. Fatto sta che a un certo punto, secondo l’accusa, l’indagato avrebbe sfoderato un coltello colpendo l’altro uomo alla schiena per poi fuggire.
Il 32enne è stato trasportato in gravissime condizioni al pronto soccorso dell’ospedale di Cecina per poi essere operato e trasferito nel reparto di Rianimazione. Seguito dall’avvocata del foro di Livorno Luana Dettori, l’uomo è poi stato portato all’ospedale di Livorno, dove si trova tutt’ora sotto osservazione.
Le indagini
Subito dopo il fatto, d’altra parte, sono partite le indagini coordinate dalla Procura di Livorno e portate avanti sia dai carabinieri della Compagnia di Cecina guidati dal capitano Domenico Grieco che dagli agenti del commissariato di polizia di Cecina guidati, in qualità di funzionario aggregato, dal commissario Sauro Badalamenti.
L’arresto
Gli investigatori hanno raccolto testimonianze e cercato le immagini della videosorveglianza e, in base agli elementi raccolti, il giudice ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari con l’applicazione del bracciale elettronico nei confronti di Amadou Bah, accusato di lesioni aggravate dai futili motivi e dall’utilizzo del coltello. Appurato che non c’erano le condizioni per i domiciliari, il giudice ha poi deciso per la custodia in carcere, eseguita martedì scorso.
L’interrogatorio
Ieri, d’altra parte, c’è stato l’interrogatorio di garanzia durante il quale l’indagato, difeso dall’avvocato e sindaco di Piombino Francesco Ferrari, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
