Cecina, tassa di soggiorno: scattano accertamenti al tappeto – Perché “rischia” la multa anche chi ha pagato
L’assessora: «Si sta lavorando a vari recupero tra cui anche quello relativo alla tassa di soggiorno. Ovviamente siamo disponibili al confronto e a rivedere la situazione. Sarà sufficiente rivolgersi agli uffici. In alcuni casi si tratta di integrazioni»
CECINA. Agli operatori del turismo, proprietari di seconde case, alberghi, bed&breakfast sono arrivati almeno 300 avvisi dal Comune per il mancato pagamento della tassa di soggiorno per gli anni 2020 e 2021.
Le segnalazioni dei proprietari
A segnalare l’invio delle “cartelle” alcuni proprietari convinti di aver pagato e non più in grado di dimostrarlo: alcuni di loro per capire come muoversi si sono attivati contattando le agenzie di affitti e i gestori dei loro immobili. In alcuni casi infatti la tassa di soggiorno viene pagata dalle agenzie, in altri direttamente dai proprietari. Più facile invece il rapporto tra Comune e alberghi e camping quando in estate c’è una contabilità quasi quotidiana.
La posizione del Comune
«Abbiamo inviato avvisi bonari – dice l’assessora al bilancio Elena Benedetti – a tutti coloro che hanno strutture di qualsiasi tipo e che ci risulta non abbiano pagato. Sono oltre 300 avvisi, in alcuni casi di tratta anche di importi molto bassi».
Recupero delle quote
Il recupero delle quote non pagate riguarda il 2020 e il 2021 e nel caso che emergesse che realmente c’è stato il mancato pagamento (se non ci sono le ricevute che lo dimostrano) si dovrà pagare anche la sanzione.
Disponibilità al confronto
«Si sta lavorando a vari recupero tra cui anche quello relativo alla tassa di soggiorno. Ovviamente siamo disponibili al confronto e a rivedere la situazione. Sarà sufficiente rivolgersi agli uffici. In alcuni casi si tratta di integrazioni», fanno sapere dall’amministrazione comunale. Le strutture turistiche a Cecina sono oltre 650 ma si tratta di 19 alberghi e 4 campeggi ed è quindi evidente come gli accertamenti, così parcellizzati, siano particolarmente complessi ma non rinviabili dal momento che i controlli dalla Corte dei conti sono abbastanza frequenti.
Il problema delle ricevute
Il problema, come già accaduto per il servizio mensa per cui era risultato ci fossero errori, è che gli accertamenti si riferiscono spesso a cinque anni fa e quindi c’è chi ha difficoltà a trovare le ricevute. «Stiamo facendo infatti – aggiunge Benedetti – un lavoro di recupero biennale sia sulle tasse di soggiorno sia, quando lo faremo nei prossimi mesi, su Imu e Tari. Questo ci porterà ad arrivare al punto che gli accertamenti non andranno indietro più di due anni. Questo agevolerà i cittadini».
Effetti sui conti comunali
E terrà più in ordine i conti del Comune dal momento che si ridurrà anche la percentuale di coloro che non pagheranno e per cui si dovranno recuperare i debiti. Il recupero delle tariffe non pagate è per i bilanci comunali una voce sempre più importante perché rende possibile tenere sotto controllo gli aumenti e avere risorse aggiuntive che consentono di fare lavori straordinari non previsti.
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