Il delitto
Pier Silvio Berlusconi e la causa persa dall’ex cuoco di Viareggio: le motivazioni dei giudici
La diatriba legale andava avanti da quando il rapporto di lavoro, durato 11 anni, tra Canale e la famiglia Berlusconi si era interrotto, nel 2018
VIAREGGIO. La Corte di Cassazione ha respinto definitivamente il ricorso di Giacomo Canale, ex cuoco viareggino di Pier Silvio Berlusconi, che aveva avanzato richieste economiche per oltre 680mila euro, tra straordinari, mancati riposi e presunti danni psicofisici.
Ricorso di Giacomo Canale respinto dalla Cassazione
Con un’ordinanza del 29 ottobre, infatti, la Suprema Corte ha respinto tutti e cinque i motivi del ricorso, quattro dichiarati inammissibili e uno infondato, confermando la decisione della Corte d’Appello di Genova che aveva già rigettato integralmente le pretese economiche dell’ex dipendente.
Straordinari e riposi: le motivazioni dei giudici
Tra gli elementi alla base della decisione, anche le dichiarazioni dello stesso Canale, dalle quali era emerso che, per gran parte del rapporto di lavoro, prestava servizio soltanto quattro giorni alla settimana, dal giovedì alla domenica, mentre nei restanti giorni era presente un’altra cuoca. Un’organizzazione del lavoro ritenuta – dai magistrati della Corte di Cassazione che hanno esaminato il caso – compatibile con il regolare godimento dei riposi.
I giudici hanno inoltre rilevato che la retribuzione comprendeva già un’indennità forfettaria per straordinari e mancati riposi.
La richiesta di oltre 680mila euro e l’esito dei procedimenti
Si chiude così una lunga vicenda giudiziaria che ha visto Canale soccombere nel merito delle proprie richieste economiche in tutti i gradi di giudizio, dal Tribunale alla Corte d’Appello fino alla Cassazione. A questi si aggiunge un procedimento per revocazione, anch’esso conclusosi sfavorevolmente per l’ex cuoco.
Spese legali: le somme recuperate saranno devolute in beneficenza
La Cassazione ha inoltre condannato l’ex cuoco al pagamento delle spese legali dell’ultimo giudizio, liquidate in 4.500 euro, oltre a esborsi e accessori di legge.
Secondo quanto si apprende, tutte le somme recuperate a titolo di spese legali, sia per quest’ultimo pronunciamento sia per i precedenti procedimenti, saranno interamente devolute in beneficenza ad associazioni del territorio di Viareggio, città in cui risiede l’ex cuoco.
Il lavoro per Pier Silvio Berlusconi tra yacht e castello di Paraggi
La diatriba legale andava avanti da quando il rapporto di lavoro, durato 11 anni, tra Canale e la famiglia Berlusconi si era interrotto, nel 2018.
Il cuoco viareggino aveva reclamato il pagamento di festivi, notturni domenicali e lavoro straordinario che Pier Silvio Berlusconi, sosteneva Canale, non gli avrebbe versato nei tanti anni passati alle sue dirette dipendenze. Sia per gli impieghi – in vari periodi, come dichiarato dal 47enne, anche con contratti non adeguati alle sue mansioni – a bordo di uno dei suoi yacht (il Suegno) sia per il lavoro al castello di Paraggi, a Genova. Ora, però, la sentenza definitiva.
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