Il blitz
Il meteorologo Fabio Longaron travolto dagli insulti complottisti: «Basta, da ora ci saranno filtri»
Massarosa, una semplice foto del cielo pubblicata sulla pagina Meteo Nord ovest Toscana ha scatenato una valanga di insulti e teorie del complotto: «Finora non ho mai censurato né nascosto nulla ma devo tutelare la maggior parte delle persone che non merita di trovarsi davanti a simili bassezze»
MASSAROSA. Doveva essere soltanto l’ennesimo scatto suggestivo regalato dal cielo. Invece, la bacheca di Meteo Nord ovest Toscana, punto di riferimento seguito ogni giorno da migliaia di toscani e di appassionati, si è trasformata in una sorta di ring virtuale.
Al centro della bufera social c’è finito il fondatore e curatore della pagina, nonché consigliere comunale di Massarosa, Fabio Longaron, accusato da un’ondata di complottisti di essere complice dei “poteri forti” per aver mostrato quello che per la scienza è un normale fenomeno atmosferico. Tutto è cominciato pochi minuti dopo la pubblicazione di una foto. Inizialmente, la risposta della comunità di fedelissimi è stata quella di sempre, decine di utenti hanno iniziato a commentare e ad arricchire il post con le proprie fotografie scattate poco prima, durante un tramonto particolarmente vivido. Poi, la dinamica tipica dei social ha fatto uscire il post dalla cerchia ristretta dei follower, facendolo rimbalzare su bacheche esterne.
Da quel momento è partita l’invasione. Accuse di “geoingegneria” clandestina, citazioni del famigerato progetto H. A. A. R. P. , veleni sparsi nell’aria per scatenare imminenti catastrofi naturali. E, insieme al repertorio classico della cospirazione, sono arrivate le offese personali a Longaron, bollato come un insabbiatore al soldo del sistema. Eppure quella foto sembrava soltanto quel romantico cielo da cui deriva il famoso detto: cielo a pecorelle, acqua a catinelle.
«In gergo tecnico parliamo – racconta Longaron – essenzialmente di stratocumuli, formazioni nuvolose con una fisica ben precisa e spiegabile. Dopo la pubblicazione della foto, chi segue regolarmente la pagina ha iniziato a condividere le proprie immagini, poi il post ha iniziato a girare fuori ed è finito sotto gli occhi di chi interpreta qualsiasi nube anomala come la prova di trame oscure. Hanno letteralmente riversato rabbia nei commenti, sia contro di me sia contro gli altri utenti che cercavano semplicemente di dialogare».
Il rammarico riguarda soprattutto la dinamica psicologica che alimenta questi fenomeni in rete: «Penso che queste persone siano imbevute di concetti preconfezionati, diffusi sul web da chi cerca soltanto facile visibilità speculando sulle fragilità altrui. Quello che lascia sconcertati è la presunzione: com’è possibile pensare di conoscere verità nascoste che sfuggirebbero ai più grandi scienziati del mondo solo leggendo qualche post su Facebook? In un primo momento avevo preparato una risposta molto dura, ma poi ho preferito lasciar perdere per non alimentare un clima già troppo pesante».
È comunque il momento di fare filtro, di fronte a un’aggressività che ormai travalica il buonsenso. «Finora non ho mai censurato né nascosto nulla – ammette Longaron – perché limitare i commenti è spesso un’arma a doppio taglio. Per chi crede a queste teorie, il blocco diventa la prova definitiva di essere scomodo e di avere ragione. Tuttavia devo tutelare la maggior parte delle persone che segue la pagina per informarsi sul meteo o apprezzare una bella immagine e che non merita di trovarsi davanti a simili bassezze». Il limite invalicabile sarà quello della convivenza civile. «Io non mi tiro mai indietro dal confronto. Lo scorso marzo, durante un incontro fotografico in Lunigiana, una persona mi disse convinta che le mie foto a lunga distanza le confermavano che la Terra fosse piatta. Ci siamo fermati venti minuti a parlare e ho cercato di spiegarle la realtà scientifica con calma. Si può parlare di tutto se c’è rispetto. Il limite però si supera quando si scade nell’insulto gratuito. Verso chi arriva da fuori la mia pagina solo per aggredire, d’ora in avanti scatteranno i filtri».
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