Turismo in Versilia e a Viareggio, Francesco Becciani (Hotel Esplanade): «Non è possibile che a ottobre gli stabilimenti balneari siano già chiusi»
Becciani: «Non limitare soltanto all’estate». La proposta: «Necessario pensare a un centro congressi»
Oggi seconda puntata dedicata ai signori del turismo, il ciclo di interviste ai proprietari o direttori delle principali strutture ricettive di Viareggio. Dopo Marino Patruno dell’hotel Royal, oggi è la volta di Francesco Becciani, titolare dell’hotel Esplanade.
VIAREGGIO. Direttamente dal suo hotel Esplanade che affaccia su piazza Puccini, Francesco Becciani traccia un bilancio della stagione turistica appena conclusa e indica le priorità per il futuro dell'accoglienza cittadina: dalla destagionalizzazione alla collaborazione tra operatori e istituzioni.
Becciani, qual è il bilancio della stagione turistica appena conclusa?
«Il bilancio è positivo. Noi siamo aperti tutto l'anno e quindi distinguiamo l'alta stagione dai periodi più tranquilli, che anche quest'anno ci hanno dato soddisfazioni. Abbiamo lavorato bene grazie a iniziative private, eventi e attività sportive. Penso, ad esempio, ai quindici giorni in cui abbiamo ospitato gli arbitri europei impegnati nella preparazione atletica in vista dei Mondiali. Oppure alle riprese della fiction Sky, durante le quali abbiamo accolto gli attori protagonisti e parte del cast. Per quanto riguarda l'alta stagione, abbiamo registrato un importante afflusso di stranieri. Gli italiani più che altro ad agosto, con la conferma di tante famiglie che tornano abitualmente da noi per soggiorni di dieci o quindici giorni. Il nostro territorio piace perché è estremamente versatile: offre il mare, ma anche la possibilità di visitare città d’arte, paesaggi dell’entroterra. Ho notato inoltre che molti turisti rientrano in albergo con i pacchetti degli acquisti fatti nei negozi della Passeggiata. È un segnale importante, perché dimostra che il turismo produce un indotto positivo per tutta l'economia cittadina».
La sua struttura ha investito molto nei servizi aggiuntivi. Quanto incidono sul rendimento di un albergo?
«Incidono molto, soprattutto quando il soggiorno non si limita a una sola notte. Può capitare una giornata di brutto tempo, oppure semplicemente il cliente può avere voglia di dedicare qualche ora allo sport o al relax. Io vedo che già alle sette del mattino ci sono persone in palestra, magari dopo essere andate a correre. E poi ci sono i clienti che viaggiano per lavoro, soprattutto nei mesi di bassa stagione: tornano in albergo alle cinque e mezzo del pomeriggio e decidono di andare nella spa o di allenarsi. I servizi offrono la possibilità di trascorrere piacevolmente il tempo anche all'interno della struttura. La cosa fondamentale, naturalmente, è individuare quelli che incontrano le esigenze della clientela. Ci è capitato che alcuni ospiti ci dicessero di aver prenotato proprio perché, visitando il nostro sito, avevano visto la presenza della palestra o della spa. Probabilmente, senza queste caratteristiche, avrebbero scelto un altro albergo. Negli ultimi anni abbiamo portato avanti un'importante riqualificazione della struttura, con investimenti che ci stanno dando ragione e che considero determinanti anche per destagionalizzare l’attività».
La destagionalizzazione è uno dei temi cardine del settore turistico. Quale strada bisognerebbe percorrere per attirare turisti anche nei mesi autunnali e invernali?
«Per ottenere risultati concreti serve innanzitutto la collaborazione di tutti: albergatori, commercianti, ristoratori, balneari, associazioni di categoria e istituzioni. Gli eventi sono importanti, ma da soli non bastano. Servono infrastrutture adeguate. Penso, ad esempio, a un centro congressi che funzioni e, guardando al futuro, anche a un piccolo palafiera. Recentemente siamo stati al Ttg di Rimini con un nostro stand. Non dico che Viareggio debba avere una struttura di quelle dimensioni, ne basterebbe una anche molto più piccola. Sarebbe comunque una opportunità per intercettare nuovi flussi in bassa stagione. Poi, naturalmente, dobbiamo essere pronti anche noi albergatori, garantendo un numero adeguato di strutture aperte durante tutto l'anno. Vorrei però fare anche una riflessione sugli stabilimenti balneari. Non conosco nel dettaglio tutte le normative, ma mi dispiace vedere che a ottobre, con il clima che abbiamo, siano praticamente tutti chiusi. Noi riceviamo richieste da parte di clienti stranieri che vorrebbero andare in spiaggia. Non dico che debbano rimanere aperti con tutti gli ombrelloni, ma magari potrebbero lasciare disponibili alcune tende o una piscina. Pensiamo ai turisti del Nord Europa: per loro diciassette gradi sono quasi afa. La domanda esiste».
Lei è vicepresidente di Federalberghi Viareggio. Avete già avviato un confronto con la nuova amministrazione comunale?
«Sì, abbiamo iniziato un percorso di confronto e condivisione con il Comune per individuare interventi capaci di migliorare l'andamento turistico, specie in bassa stagione. E insieme stiamo facendo un cammino importante. Una cosa su cui stiamo lavorando è la valorizzazione dell' immagine di Viareggio e della Versilia, anche attraverso l'ambito turistico. Noi pensiamo di essere conosciuti ovunque, ma non è così. Ci sono persone che ci chiedono dove si trovi Viareggio. Quest'anno abbiamo comunque visto un grande interesse per il nostro territorio, che ha potenzialità incredibili, sia d'estate sia d'inverno».
(2 - continua)
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