Il caso
Versilia, la stagione balneare si allunga: decine di stabilimenti aperti e pienone di turisti – Ecco come cambia l’afflusso
A Viareggio e Lido di Camaiore sono otto gli stabilimenti sono tutt’ora operativi, circa 25, invece, i bagni aperti tra Marina di Pietrasanta e Forte dei Marmi, in particolare col servizio ristorazione
VIAREGGIO. Una giornata di ottobre col pienone in spiaggia: «Sembra agosto», suggeriva un balneare viareggino. Mentre i bagnanti - stranieri soprattutto - si tuffavano in mare tranquillamente, approfittando delle temperature miti. Con qualche spavento, per la verità: in tre in poche ore sono stati soccorsi al bagno Corallo in Passeggiata, dove per fortuna i bagnini vigilavano ancora sulla spiaggia.
Stagione lunga
La stagione turistica in Versilia si è allungata fino a ottobre inoltrato: perché al cambiamento climatico importa poco dei dibattiti e dei ragionamenti se sia opportuno restare aperti oppure no. Così come di tutte le regolamentazioni burocratiche che stanno a monte della famosa "destagionalizzazione". «Il cambiamento è già nei fatti - ammette Luca Petrucci, presidente del sindacato balneare Sib Confcommercio per l’area versiliese-apuana, e leader dei balneari di Lido di Camaiore - Credo che certi ragionamenti, per quanto motivati, non modifichino la sostanza: siamo noi che dobbiamo adeguarci. Il clima di sicuro influisce sulla fruizione della spiaggia e degli stabilimenti, così come sulla maniera differente di vedere il turismo balneare». Basti pensare al caldo afoso «che rende quasi complicato stare in spiaggia nelle ore più calde a luglio e agosto - prosegue Petrucci - Il paradosso è che, nonostante una stagione col sole pieno, la clientela talvolta rinuncia per dirigersi verso mète più fresche. Come la montagna».
Maggior afflusso nelle mezze stagioni
Discorso diverso per i mesi che ancora oggi in Versilia sono considerati marginali: «Andrà a finire che a primavera e nel primo autunno, come quello che stiamo vivendo adesso, le temperature saranno sempre più miti e gradevoli - continua il referente Sib - A quel punto vedremo un maggior afflusso proprio all’inizio e in coda alla stagione canonica». Naturalmente con una chiara prevalenza di turisti stranieri «che sono disinteressati alla classica visione nostrana delle ferie a luglio e agosto, peraltro ridimensionata dalle difficoltà del ceto medio. Per non parlare del clima: una temperatura come l’attuale, che a noi sembra poco adeguata a una giornata al mare, nel nord Europa è considerata degna di un bel tuffo in acqua», sottolinea Petrucci.
Le eccezioni
Anche quest’anno, tuttavia, non sono molti gli stabilimenti balneari rimasti aperti oltre la classica scadenza di settembre. Ci sono però delle eccezioni: a Viareggio - per esempio al bagno Arizona dove nei prossimi giorni si festeggerà Halloween - così come a Lido di Camaiore, dove otto stabilimenti sono tutt’ora operativi. Circa 25, invece, i bagni aperti tra Marina di Pietrasanta e Forte dei Marmi, in particolare col servizio ristorazione. «Non è necessario che restino in servizio 400 stabilimenti in Versilia - replica il referente Sib - Non ci sarebbe la quantità giusta di clientela per far lavorare tutti. Di sicuro, però, è possibile incentivare l’allungamento strutturale di una stagione balneare che ormai parte a marzo e finisce a Ognissanti. Dobbiamo farlo tenendo conto della stagionalità anche lavorativa, che ad oggi rende complicato trovare personale per tutti questi mesi: si pensi ai ragazzi che studiano. Così come va prevista una fiscalità comunale che non penalizzi chi decide di stare aperto più a lungo».
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