Il Tirreno

Versilia

Balneari

Spiagge all’asta, a Viareggio partono gli esposti contro i rinnovi delle concessioni

di Matteo Tuccini

	Stabilimenti balneari a Viareggio (foto d’archivio)
Stabilimenti balneari a Viareggio (foto d’archivio)

L’associazione Mare libero si rivolge all’Antitrust con due esposti distinti in relazione ad alcuni procedimenti avviati dal Comune di Viareggio: «Procedura irregolare»

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. L’associazione Mare libero ha presentato un doppio esposto contro la procedura di rinnovo della concessione richiesta da otto stabilimenti balneari viareggini. Nel mirino dell’associazione il cosiddetto “atto formale”, che secondo Mare libero non tutela la concorrenza così come previsto dalle prossime gare delle spiagge. L’associazione ha presentato due distinti esposti in relazione ad alcuni procedimenti avviati dal Comune di Viareggio per il rilascio di concessioni demaniali attraverso appunto “atto formale”.

Si tratta di un procedimento possibile dietro garanzia di investimenti, quindi con progetti e relativi esborsi economici, che in Versilia ha già riguardato circa il 30 per cento dei bagni. Di fatto rinviando la scadenza della concessione oltre il 2027.

«Una diffida è stata inviata al Comune di Viareggio – spiega Andrea De Plano, referente di Mare libero – chiedendo l’annullamento in autotutela degli avvisi e il riesame complessivo del modello procedurale adottato. Contestualmente, Mare libero ha presentato una segnalazione all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm o Antitrust), trasmessa anche alla Corte dei Conti, alla Capitaneria di porto e all’Agenzia del Demanio, chiedendo di verificare i diversi profili sollevati». Al centro della contestazione c’è «soprattutto il meccanismo attraverso il quale il Comune sta procedendo – continua De Plano – Gli avvisi partono infatti dall’istanza di parte presentata dall’attuale concessionario, e prevedono che eventuali altri operatori possano presentare una domanda in concorrenza. Solo nel caso in cui venga presentata una domanda concorrente viene prevista una successiva procedura comparativa. In assenza di concorrenti, il procedimento può invece proseguire».

Secondo Mare libero, questo sistema rischia «di trasformare la concorrenza in una possibilità eventuale, anziché in una condizione garantita preventivamente dall’amministrazione attraverso una procedura pubblica, trasparente e con criteri predeterminati».

L’associazione richiama, a sostegno della propria posizione, «la più recente giurisprudenza amministrativa e le precedenti prese di posizione dell’Agcm nei confronti dello stesso Comune di Viareggio, che hanno evidenziato criticità nelle procedure avviate su istanza di parte». Gli esposti non riguardano però soltanto la concorrenza. Mare libero chiede anche «verifiche sulla determinazione degli indennizzi spettanti ai concessionari uscenti, sulla natura delle opere presenti sulle aree demaniali e sugli eventuali presupposti per l'incameramento dei manufatti ai sensi dell'articolo 49 del Codice della navigazione. Non siamo contro gli stabilimenti balneari – precisa De Plano – ma chiediamo che un bene pubblico venga assegnato attraverso procedure realmente trasparenti e aperte alla concorrenza. La gara non può diventare un’eventualità»

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Se ne parla adesso

Italia

Roma – Padre, madre e figlia di 5 anni trovati morti in casa con colpi di arma da fuoco: la prima ipotesi della strage

di Redazione web