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Duplice omicidio a Camaiore, la cantante Noemi ricorda Mirko: «Dolore immane»

di Redazione Viareggio

	Le due vittime e la cantante Noemi
Le due vittime e la cantante Noemi

L’artista romana ha dedicato una storia al 24enne ucciso dal padre a colpi di fucile: «Non si può essere uccisi nel 2026 per chi scegliamo di amare»

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CAMAIORE. «Non si può essere uccisi nel 2026 per chi scegliamo di amare. Tutto questo è inaccettabile e un dolore immane». Così la cantante Noemi ha dedicato una storia su Instagram a Mirko Moriconi, ucciso a 24 anni dal padre durante una lite a Camaiore, in cui è morta anche la mamma Kety Andreoni.

Il ricordo della cantante

Questo il testo integrale del post della cantante romana: «Ho visto i video in cui cantavi anche le mie canzoni, il tuo amore per la musica, il tuo sogno di essere libero e l'orgoglio di essere te stesso. Il mio pensiero va a te, Mirko, e a tua madre, Kety, che ti ha sempre supportato e dato tutto l'amore che meritavi di avere. Non si può essere uccisi nel 2026 per chi scegliamo di amare. Tutto questo è inaccettabile e un dolore immane».

Gli psicologi toscani

«Siamo profondamente colpiti e addolorati davanti a una vicenda così drammatica. Non possiamo però limitarci ad intervenire quando le tragedie sono già avvenute: la prevenzione passa dalla costruzione di una cultura capace di riconoscere il valore delle differenze, educare al rispetto e creare spazi in cui ogni persona possa sentirsi libera di essere sé stessa. A dirlo è Maria Antonietta Gulino, presidente dell'Ordine degli Psicologi della Toscana e del Consiglio Nazionale dell'Ordine. «Come professionisti della salute psicologica - sottolinea Gulino - sappiamo quanto il benessere delle persone sia profondamente legato alla possibilità di vivere la propria identità in un ambiente accogliente, sicuro e rispettoso. La negazione di sé, il sentirsi rifiutati o giudicati, l'esperienza della discriminazione possono avere conseguenze profonde sulla qualità della vita, sulla salute mentale e sulle relazioni". "Al dolore per due vite spezzate - prosegue la presidente degli psicologi toscani - si aggiunge quindi la necessità di interrogarsi sul contesto culturale e sociale in cui ancora oggi possono maturare stigma, rifiuto e discriminazione nei confronti dell'identità e dell'orientamento sessuale delle persone. Proprio da poco, in occasione del Toscana Pride, l'Ordine ha scelto di esserci per promuovere il contributo della psicologia in uno spazio di confronto, visibilità e affermazione dei diritti».

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