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Kimi Antonelli nella storia, il Mondiale arriva in Messico: una gara folle tra incidenti, bandiere rosse e Safety Car

di Redazione web

	Kimi Antonelli nel Gp del Messico 
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Kimi Antonelli nel Gp del Messico 

Il pilota bolognese chiude alle spalle di Max Verstappen e Lewis Hamilton e conquista a soli 20 anni il suo primo titolo iridato, riportando un italiano sul tetto della Formula 1 per la prima volta dal 1953, quando a trionfare fu Alberto Ascari

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Una gara di nervi, pazienza e sangue freddo. Kimi Antonelli non aveva bisogno di vincere il Gran Premio del Messico per entrare nella storia: gli bastava arrivare al traguardo nelle prime nove posizioni. E il pilota della Mercedes ha fatto persino meglio, chiudendo al terzo posto alle spalle di Max Verstappen e Lewis Hamilton. Un risultato che vale il titolo mondiale di Formula 1, il primo per un italiano dai tempi di Alberto Ascari, campione nel 1953. A soli 20 anni, il talento bolognese diventa il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1, superando il primato di precocità che apparteneva a Sebastian Vettel. La Mercedes festeggia il trionfo del ragazzo sul quale Toto Wolff aveva scommesso quando era ancora un bambino. E l'Italia ritrova un campione del mondo dopo 73 anni di attesa.

Una partenza movimentata e il primo colpo di scena

Al via, Lewis Hamilton difende inizialmente la pole position, ma alle sue spalle il compagno di squadra Charles Leclerc prova subito l'attacco. Il duello tra le due Ferrari si trasforma in un episodio destinato a condizionare la gara: il monegasco finisce largo, supera Hamilton e si ritrova al comando. Ne approfitta Max Verstappen, che si inserisce tra le due monoposto di Maranello, mentre Antonelli conserva la quarta posizione. La direzione gara prende nota dell'episodio e avvia le verifiche. Nel frattempo, al sesto giro, il muretto Ferrari comunica a Leclerc di mantenere la posizione, anticipando che potrebbe essere costretto a restituirla. La situazione si complica ulteriormente quando, al settimo giro, l'Aston Martin di Lance Stroll si ferma e viene attivata la Virtual Safety Car. Al nono giro la gara riprende regolarmente, con Leclerc che riesce ad allungare su Verstappen. La decisione dei commissari arriva poco dopo: cinque secondi di penalità per il ferrarista, ritenuto responsabile di aver tratto vantaggio dall'uscita di pista. Anche George Russell finisce sotto investigazione per un contatto con Isack Hadjar e riceve una penalità di dieci secondi. Antonelli, intanto, rimane concentrato. Il suo quarto posto vale già il titolo, a condizione che la gara si concluda senza sorprese. Il giovane italiano non forza, gestisce il passo e lascia che siano gli altri a contendersi le posizioni di vertice.

La Mercedes prende il comando: Kimi leader del Gran Premio

La fase centrale della corsa è caratterizzata dalla gestione delle gomme e dalle strategie ai box. Leclerc prova a costruire un margine sufficiente per compensare i cinque secondi di penalità, mentre Verstappen rimane in agguato. Hamilton, dal canto suo, non nasconde il disappunto per la decisione dei commissari e protesta via radio, sostenendo che al compagno sarebbe stata riservata una sanzione troppo leggera. Tra il 27° e il 29° giro arrivano le soste dei principali protagonisti. Verstappen e Leclerc rientrano ai box, seguiti da Hamilton. La Mercedes sceglie invece di lasciare in pista più a lungo i propri piloti. La strategia premia Antonelli, che al 29° giro si ritrova virtualmente al comando del Gran Premio. Kimi allunga il proprio stint, dimostrando una notevole capacità di conservare gli pneumatici. Al 31° giro è ufficialmente primo, davanti al compagno Russell e a Norris, mentre Verstappen e Leclerc inseguono. Per il bolognese è una situazione particolare: sta guidando una gara di Formula 1, ma soprattutto sta amministrando il risultato che può consegnargli il titolo più importante della carriera. Anche quando Hamilton aumenta il ritmo e fa segnare tempi molto competitivi, Antonelli non perde lucidità. La Mercedes gli consente di rimanere in pista fino al 44° giro, quando arriva finalmente il momento del pit-stop. La sosta non è perfetta, ma Kimi riesce comunque a rientrare in quarta posizione.

L'incidente di Bottas e la bandiera rossa: il Mondiale si complica

Quando la gara sembra ormai avviata verso una conclusione relativamente tranquilla, arriva un nuovo colpo di scena. Al 45° giro Valtteri Bottas perde il controllo della sua Cadillac a causa di un problema tecnico e finisce contro le barriere. Inizialmente viene mandata in pista la Safety Car, ma i danni riportati dalla vettura e dalle protezioni del circuito rendono necessario un provvedimento più drastico. Al 46° giro viene esposta la bandiera rossa e la gara viene interrotta. Bottas riesce fortunatamente a uscire dall'abitacolo senza conseguenze gravi. Per Antonelli, invece, si apre una nuova fase di attesa. La direzione gara stabilisce che per determinare la griglia della ripartenza bisognerà fare riferimento all'ultimo ordine valido prima dell'interruzione. La classifica viene quindi aggiornata: Verstappen davanti a Leclerc, Hamilton terzo e Antonelli quarto. La ripartenza viene fissata per le 22.45. Dopo aver atteso a lungo ai box, i piloti tornano a prepararsi per gli ultimi 25 giri di una corsa che ha ancora molto da raccontare.

La ripartenza, Hamilton attacca e Antonelli supera Leclerc

Quando si riparte, Verstappen è davanti a tutti. Hamilton scatta benissimo e riesce a conquistare la seconda posizione, mettendosi immediatamente all'inseguimento dell'olandese. Leclerc perde terreno e Antonelli rimane inizialmente quarto. Ma il momento decisivo per il pilota italiano arriva poco dopo. Al 48° giro Kimi approfitta della situazione e supera Leclerc, conquistando il terzo posto. Una manovra fondamentale, perché da quel momento il suo obiettivo diventa soprattutto mantenere la posizione fino alla bandiera a scacchi. Verstappen prova ad allungare, Hamilton rimane nella sua scia e Antonelli si mette al riparo dagli attacchi di Leclerc. La direzione gara verifica anche una possibile falsa partenza dell'olandese, ma alla fine non vengono presi provvedimenti nei suoi confronti. Il giovane della Mercedes continua a guidare con grande attenzione. Non cerca il duello con Hamilton e Verstappen, non prende rischi inutili e controlla il distacco da chi lo segue. Il terzo posto è sufficiente per chiudere definitivamente il discorso iridato.

Nuova Safety Car nel finale: Lindblad finisce a muro

A rendere ancora più movimentati gli ultimi giri ci pensa Arvid Lindblad. Al 59° giro il pilota della Racing Bulls perde il controllo della monoposto e finisce contro le barriere. La direzione gara dispone l'ingresso della Safety Car. La neutralizzazione ricompatta il gruppo proprio quando Antonelli è ormai vicinissimo alla conquista del titolo. I piloti tornano a procedere a velocità controllata e il margine costruito da Verstappen e Hamilton viene momentaneamente azzerato. Si riparte al 62° giro. Verstappen conserva la prima posizione, Hamilton è secondo e Antonelli terzo. L'inglese prova a rimanere incollato alla Red Bull, ma non riesce a trovare lo spazio per tentare un sorpasso. Alle spalle del terzetto di testa, Leclerc deve difendersi dagli attacchi di Lando Norris, mentre Russell rimane in agguato. Kimi, invece, non concede nulla: la Mercedes gli comunica che la situazione è sotto controllo e lui continua a mantenere un ritmo regolare. Al 65° giro mancano soltanto sei tornate alla fine. Il vantaggio sugli inseguitori è rassicurante e il titolo non sembra più in discussione.

Gli ultimi giri e la festa: Kimi Antonelli è campione del mondo

Gli ultimi passaggi diventano una lunga attesa per il pilota italiano, per la Mercedes e per tutti gli appassionati che seguono la gara. Al 69° giro mancano soltanto due tornate. Verstappen è saldamente al comando, Hamilton non riesce a impensierirlo e Antonelli continua a occupare la terza posizione. Poi arriva il momento più atteso. La bandiera a scacchi sancisce il successo di Max Verstappen, davanti a Lewis Hamilton. Terzo posto per Kimi Antonelli, che taglia il traguardo e conquista matematicamente il Mondiale Piloti 2026. Il bolognese si lascia andare all'emozione. La tensione accumulata durante una gara lunghissima, complicata da penalità, pit-stop, incidenti, bandiere rosse e Safety Car, lascia finalmente spazio alla gioia. A soli 20 anni, Antonelli entra nella storia della Formula 1 diventando il più giovane campione del mondo di sempre. Un primato che apparteneva a Sebastian Vettel, iridato per la prima volta nel 2010 a 23 anni e 134 giorni. Per l'Italia è una giornata destinata a rimanere nella memoria. L'ultimo titolo mondiale Piloti conquistato da un italiano risaliva infatti al 1953, quando Alberto Ascari si laureò campione per la seconda volta consecutiva con la Ferrari. Sono trascorsi 73 anni. Adesso il nome di un altro italiano torna sul tetto della Formula 1: Andrea Kimi Antonelli. Il ragazzo di Bologna che la Mercedes ha scelto di accompagnare fin da giovanissimo, il talento che ha bruciato le tappe e che oggi, a vent'anni, può chiamarsi campione del mondo.

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