Il Tirreno

Toscana

L'intervista

Frutta e verdura, prezzi alle stelle anche in Toscana: «E c’è un caso davvero clamoroso»

di Luca Pardini

	Valentina Iarrusso
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Valentina Iarrusso

Siccità, caldo record e rincari di carburanti ed energia fanno lievitare i costi. La provincia di Lucca è seconda in Toscana per aumento della spesa. La fruttivendola: «I clienti comprano meno o scelgono altri prodotti»

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VIAREGGIO. Dal rincaro eccezionale dei pomodori, con aumenti che arrivano fino al 100% per alcune varietà, fino agli altri ortaggi: l’impennata dei prezzi di frutta e verdura è tra i fattori che hanno fatto lievitare il costo della spesa per le famiglie.

I casi Firenze-Lucca

In Toscana, secondo i dati diffusi da Federconsumatori, la provincia di Lucca si colloca al secondo posto di questa speciale classifica, alle spalle di Firenze, con un aumento medio annuo di circa 740 euro per famiglia.

«Effettivamente è tutto aumentato, questo è sotto gli occhi di ogni persona che va a fare la spesa – spiega Valentina Iarrusso, titolare del negozio di frutta e verdura Il Fruttolo, a Camaiore –. Noi lavoriamo molto con aziende locali che producono in zone non molto distanti da noi, quindi in questi casi il rincaro del carburante potrebbe impattare meno. Ma va considerato anche il cambiamento climatico».

Siccità e caldo, raccolti in difficoltà

L’estate appena conclusa è stata caratterizzata da temperature record e precipitazioni praticamente assenti. Condizioni che hanno avuto inevitabili ripercussioni sulle produzioni agricole.

«Dalle nostre parti c’è stata una siccità impressionante che, abbinata a temperature molto alte, ha causato un importante calo della produzione in molte delle aziende a cui di solito ci appoggiamo, costringendoci spesso a rivolgerci a fornitori del Sud Italia – continua Iarrusso –».

Pomodori, prezzi quasi raddoppiati per alcune varietà

Il caso più evidente è quello dei pomodori. «Quando li prendiamo dai nostri fornitori locali riusciamo a venderli a un prezzo tra i 2,50 e i 3,50 euro al chilo, ma con alcune varietà non è possibile. I pomodori datterini, per esempio, se prima riuscivamo a venderli al pubblico a 5,50 euro al chilogrammo, adesso stanno tra i 10 e gli 11,50 euro al chilo».

In generale, comunque, «c’è stato un incremento su un po’ tutti gli ortaggi, anche se non clamorosi come il pomodoro, mentre i prezzi della frutta si sono mantenuti più stabili».

Carburanti ed energia pesano sui produttori

A incidere sui costi sono anche i prezzi dei carburanti, schizzati ben oltre i due euro al litro, e quelli dell’elettricità. Una situazione che mette in difficoltà molte aziende agricole.

«I produttori in certi casi sono proprio disperati – racconta la titolare del negozio di frutta e verdura –. Loro naturalmente non possono non aumentare il prezzo dei loro prodotti considerando il rincaro del gasolio, quello dell’elettricità e il clima sempre più sfavorevole. In molti cercano di attuare un rincaro minimo e indispensabile per non scoraggiare l’acquisto, ma a volte i margini sono troppo risicati».

«Anche noi costretti ad aumentare i prezzi»

Le difficoltà riguardano anche chi vende frutta e verdura direttamente ai consumatori. «Il rincaro è inevitabile perché paghiamo le cose di più, ma cerchiamo sempre di operare all’interno di margini ragionevoli – sottolinea Iarrusso –. In certi casi estremi, addirittura, l’unico rincaro che applichiamo è quello per rientrare del costo dell’Iva».

Clienti più attenti

L’aumento dei prezzi rischia di scoraggiare gli acquisti anche per prodotti di prima necessità come frutta e verdura, presenti quotidianamente sulle tavole delle famiglie.

«Le persone ovviamente continuano a comprare, pur risentendo di questi aumenti – conclude la negoziante versiliese –. È capitato anche che qualcuno si risentisse con noi del prezzo aumentato, pensando magari a un rincaro eccessivo. La maggior parte dei clienti fortunatamente, forse perché bene informati, comprende che non è una cosa che dipende da noi».

E quando il prezzo diventa troppo alto, la reazione è immediata: «Quando faccio presente che il prezzo di un prodotto è schizzato alle stelle, come può essere per certe varietà di pomodoro, allora il cliente vira su qualcos’altro, oppure semplicemente ne prende di meno».


 

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