Il fatto
Esenzione dal bollo auto, l’Ue: «Valuteremo la misura». Il chiarimento del ministro Giorgetti
La commissione europea: «La Rrf è uno strumento basato sui risultati». E intanto il Codacons contesta i numeri del governo
La Commissione Europea prende "atto della nuova misura adottata dal Consiglio dei Ministri il 16 settembre", cioè l'esenzione per il 2027 dal bollo per auto di piccola cilindrata e motocicli, dice un portavoce dell'esecutivo Ue, aggiungendo che "i servizi della Commissione valuteranno la misura alla luce della relazione per Paese del 2026 e delle raccomandazioni specifiche per Paese del 2026, nel contesto del prossimo semestre europeo 2027".
Per quanto riguarda le risorse della Recovery and Resilience Facility "è importante ricordare che la Rrf è uno strumento basato sui risultati, nell'ambito del quale i pagamenti agli Stati membri vengono effettuati sulla base delle tappe fondamentali e degli obiettivi realizzati".
Il Codacons contesta i numeri
"Sul bollo auto governo e alcune associazioni dei consumatori stanno diffondendo numeri che sembrano utili più per il gioco del Lotto che per capire la reale portata del provvedimento per la collettività". Lo sottolinea il Codacons, che da subito aveva espresso dubbi circa i dati forniti dall'esecutivo e relativi alla platea di veicoli interessati dal 2027 al taglio del bollo. "Proprio ieri avevamo evidenziato come i numeri non tornassero: il 70% delle auto che, secondo la prima stima del governo, avrebbe goduto dell'esenzione si scontrava con i dati sul parco veicolare italiano, che secondo il report annuale Aci-Istat conta 41,8 milioni di autovetture e 7,9 milioni di motocicli", si spiega. "E dopo i dubbi sollevati dal Codacons è arrivata la nota del Mit dove, per magia, si assiste alla moltiplicazione delle auto che beneficeranno dell'addio al bollo, con la platea potenziale che sale da 14,5 a 24,6 milioni di euro".
Una crescita dei numeri che "porterebbe il costo potenziale della misura fiscale a salire a 3,4 miliardi di euro, considerando che per capire quanto vale in media il bollo auto in Italia va rapportato il gettito delle Regioni, 7,1 miliardi di euro nel 2025, al numero di veicoli che ai fini tributari circolano in Italia, circa 51 milioni secondo l'Aci, pari ad un bollo auto medio da circa 141 euro", conclude il Codacons.
Così il ministro Giorgetti
"Le coperture per l'esenzione nel 2027 dal bollo dei motoveicoli e delle auto di piccola cilindrata verranno in parte da "fondi del Pnrr" che lo Stato italiano ha preso in prestito dalla Commissione Europea, pagandoli, e che costituiscono dei "risparmi" non ricollocabili, essendo scaduti i termini. E di questi fondi, che sono "soldi nazionali" e non più "risorse europee", il governo e il Parlamento italiano dispongono "come meglio pare" loro. Lo afferma il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, a Dublino a margine dell'Eurogruppo e dell'Ecofin informale.
"Come dovrebbe essere noto, ma non è noto a tutti - ricorda - buona parte dei fondi del Pnrr non erano gratis. Sono loans (prestiti, ndr) pagati dal bilancio dello Stato. Sulle somme non utilizzate dei loans, che evidentemente non saranno prese dall'Europa, si liberano degli spazi di bilancio". E quelle, chiarisce, "sono le economie rispetto a progetti che sono stati realizzati e su cui sono rimasti dei risparmi. Quindi, sono soldi nazionali, mica risorse del Pnrr o risorse europee. E' una normale copertura, come tutte le coperture sul bilancio nazionale". La Commissione Europea, continua, "dice: teoricamente uno Stato, dopo aver chiesto cento miliardi di Pnrr, poteva anche restituirne cinquanta o utilizzarne trenta, o utilizzarne settanta e restituire il restante e poi fare un uso del risparmio in chiave nazionale. Una parte di questi 2,3 miliardi sono esattamente il Pnrr non utilizzato, in virtù dei risparmi che non potevano essere ricollocati perché, come noto, è scaduto il termine per poterli ricollocare".
Per Giorgetti, quei fondi dunque non hanno più destinazione d'uso: "No - spiega - siccome non sono risorse europee. Del bilancio dello Stato ovviamente il governo, e soprattutto il Parlamento, dispone come meglio gli pare. Può abbassare le tasse, può fare spese, può anche decidere né di fare tasse né di fare spese e di portarle a miglioramento dei risultati di bilancio", conclude.
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