Il Tirreno

Toscana

Fa discutere

Tassa di imbarco, “assist” del Consiglio di Stato ai comuni portuali

di Maurizio Campogiani

	(foto di repertorio)
(foto di repertorio)

Importante sentenza, destinata a fare giurisprudenza, da parte dei massimi giudici amministrativi, che hanno bocciato il ricorso di una compagnia armatoriale contro il Comune di Salerno

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Adesso il discorso diventa interessante per i comuni dove vi sono porti che imbarcano ogni giorno migliaia di passeggeri e crocieristi. E dove non arriva la politica, arriva la giustizia amministrativa. E se non si tratta di un tribunale amministrativo regionale, ma direttamente del Consiglio di Stato, il pronunciamento assume un’importanza più che notevole. I giudici del Consiglio di Stato hanno sancito che la tassa sugli imbarchi dei passeggeri applicata da un singolo comune deve considerarsi più che legittima, soprattutto se l’ente locale si trova in una condizione di dissesto finanziario.

Nel caso di specie il massimo tribunale amministrativo si è pronunciato in merito al ricorso che era stato presentato da una compagnia armatoriale contro la decisione del Comune di Salerno, assunta due anni fa, di applicare una tassa di un euro e cinquanta centesimi per ogni passeggero imbarcato o sbarcato nello scalo marittimo locale. I ricorrenti avevano contestato il fatto che la tassa non fosse proporzionata alla lunghezza della tratta e alla tipologia di servizio, considerando che alcuni servizi di trasporto passeggeri sono effettuati soprattutto per rispondere alle esigenze di aziende e lavoratori.

Ebbene, il Consiglio di Stato, con una sentenza destinata a fare giurisprudenza, ha dato ragione al Comune di Salerno su tutta la linea, rimarcando che la compagnia armatoriale non ha saputo fornire alcun elemento di prova per dimostrare che l’applicazione della tassa avrebbe potuto avere ripercussioni negative per l’economia dell’intero comparto marittimo. D’altronde, si parla di una somma equivalente al costo di un caffè preso al bar e che va a compensare i disagi e i danni subiti dai comuni alle prese con il continuo transito di migliaia e migliaia di autoveicoli, che hanno un impatto notevole in termini di vivibilità generale, di ambiente e di utilizzo di beni per il cui mantenimento a pagare sono solo i residenti.

I giudici amministrativi hanno anche girato il pollice in basso rispetto alla protesta riguardo la mancata consultazione degli operatori interessati da parte del comune salernitano, sottolineando che “le norme sulla partecipazione non si applicano nei confronti dell’attività della pubblica amministrazione diretta alla emanazione di atti normativi, amministrativi generali”.

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