Il Tirreno

Toscana

L'analisi

Mps, il condottiero e la mossa del cavallo

di Gianfranco Antognoli*

	La sede Mps a Siena
La sede Mps a Siena

Lovaglio può diventare il protagonista del futuro scenario economico italiano

3 MINUTI DI LETTURA





Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena (Mps), ha lanciato un’azione a difesa della banca rispetto alla sfida per l’acquisizione lanciata dal Intesa Sanpaolo.

Per evitare il cosiddetto “spezzatino”, giovedì scorso il consiglio di amministrazione di Mps ha approvato, a maggioranza, le proposte di Lovaglio che hanno lanciato un’offensiva temeraria e complessa, ma certamente possibile per creare valore per gli azionisti.

Le proposte di Lovaglio, che ha dimostrato nel corso della sua lunga vicenda professionale e soprattutto in Mps di non mollare mai, non ha sorpreso il governo e le forze politiche,così come non ha sorpreso gli operatori di mercato.

Il governo con la sua quota residuale di proprietà azionaria ha scelto di non essere neutrale e, insieme alla parte più importante dell’opposizione in Parlamento, guarda all’iniziativa di Siena con favore rispetto alla creazione di un forte terzo polo italiano (Mps/Bpm/Banca Generali) .

Le proposte di Lovaglio, che sono state definite insieme ad advisor di grande spessore, rispondono ad una logica industriale di forti fabbriche di prodotto capace di valorizzare il credito ed il risparmio nazionale.

Il 13,22% di Assicurazioni Generali è il possibile compendio di queste operazioni di consolidamento.

Lovaglio ha assunto personalmente la guida della strategia difensiva di Monte dei Paschi di Siena che permetterebbe di mantenere intatto e rafforzare il perimetro della banca: saranno gli azionisti e il mercato gli arbitri che decideranno il risultato della grande contesa in corso.

Lovaglio non è certamente nuovo nel dimostrare il coraggio delle sue idee forza ed è riuscito, com’è ben noto, a sovvertire l’ordine delle cose ritornando alla guida della banca senese dopo averla risanata ed aver concluso magistralmente l’acquisizione storica di Mediobanca.

Ora l’amministratore delegato deve poter massimizzare il premio per gli azionisti con un’iniziativa di fondamentale importanza anche per il Paese, iniziativa comunque tutt’altro che facile e scontata.

Il forte radicamento territoriale del possibile nuovo Gruppo e le sicure sinergie economiche e operative sono le sottostanti motivazioni del piano industriale che sicuramente impegnerà operatori e mercato.

Se le operazioni proposte andranno in porto, Luigi Lovaglio sarà il sicuro protagonista del futuro scenario economico del Paese.

Tutti i necessari tasselli della strategia dovranno ottenere la approvazione dei due terzi degli azionisti di Mps.

La speranza a Siena, sia nella città che all’interno della banca, è sicuramente pari alla fiducia che Lovaglio raccoglie, forse anche oltre le oggettive probabilità di successo dell’operazione a difesa di un’autonomia e di un territorio che ha l’ultima occasione concreta di rimanere protagonista.

Il 29 ottobre prossimo la risposta decisiva sarà l’assemblea straordinaria di soci di Banca Mps senza possibilità di appelli.

Sullo sfondo rimane, oltre gli equilibri del settore creditizio e del risparmio gestito, l’economia reale del Paese con la necessità del sistema bancario di supportare di più e meglio le imprese, in modo particolare quelle piccole e medie che sono l’ossatura portante dell’intera economia nazionale.

* già dirigente centrale di Mps con esperienza di vicedirettore generale  di Banca Toscana  e direttore generale di Mps Leasing e Factoring oggi consulente indipendente


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Meteo in Toscana

L'analisi

Maltempo in Toscana, a Bagnone caduti 265 millimetri di pioggia in tre ore. Il Lamma: «Valori sbalorditivi, la sfida è l’adattamento»

di Redazione web