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Visite fiscali Inps, aumentano i controlli: cosa succede ora e cosa rischiano i lavoratori

di Redazione web

	Stretta sulle visite fiscali 
Stretta sulle visite fiscali 

Tra luglio e dicembre 2025 i lavoratori italiani hanno presentato circa 14 milioni di certificati medici, un dato in crescita del 2,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente

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L’Inps registra un nuovo incremento delle verifiche domiciliari sui lavoratori in malattia. L’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio statistico sul Polo unico di tutela della malattia, relativo alla seconda metà del 2025, mostra un quadro chiaro: più certificati medici e più controlli, soprattutto nel settore privato.

Più certificati, più verifiche

Tra luglio e dicembre 2025 i lavoratori italiani hanno presentato circa 14 milioni di certificati medici, un dato in crescita del 2,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La quota più consistente – quasi l’80% – arriva dal settore privato, dove l’incidenza delle assenze per malattia continua a essere più elevata rispetto al pubblico. Parallelamente, l’Inps ha intensificato l’attività ispettiva: 399mila visite fiscali nei sei mesi considerati, pari a un aumento del 3,7% su base annua. Una scelta che l’Istituto motiva con la necessità di contrastare fenomeni di assenteismo e garantire un uso corretto delle tutele.

Terzo e quarto trimestre: l’andamento dei controlli

Nel dettaglio, il terzo trimestre 2025 ha registrato circa 199mila visite, con un incremento del 5,8% rispetto al 2024. La crescita riguarda sia i dipendenti privati (+6,6%) sia quelli pubblici (+4,1%). Nel quarto trimestre i controlli sono stati poco più di 200 mila, con un aumento più contenuto (+1,6%). In questo caso il settore privato ha segnato un calo (–4,8%), mentre il pubblico ha visto un deciso rialzo (+10,4%). Nel complesso, le giornate di malattia rilevate dall’Osservatorio nel periodo considerato sono state 51,6 milioni nel privato e 13,4 milioni nel pubblico.

Fasce di reperibilità: cosa prevede la normativa

Chi si assenta per malattia deve essere reperibile all’indirizzo indicato nel certificato medico. Le fasce orarie cambiano a seconda del settore:

  • Privati: 10–12 e 17–19
  • Pubblici: 9–13 e 15–18

Fuori da questi orari il lavoratore può allontanarsi senza rischiare sanzioni.

Le conseguenze per chi non è presente al controllo

L’assenza ingiustificata alla visita fiscale può comportare sanzioni molto pesanti. La normativa prevede:

  • Prima assenza: sospensione totale dell’indennità per i primi 10 giorni.
  • Seconda assenza: riduzione del 50% dell’indennità per i giorni successivi.
  • Terza assenza: perdita del 100% dell’indennità residua.

Nei casi più gravi — assenze ripetute o malattia simulata — il datore di lavoro può arrivare al licenziamento per giusta causa.

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