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Tenere in affido i futuri cani guida per ciechi: il progetto in Toscana e come fare domanda

di Sabrina Chiellini
Due cani della Scuola nazionale cani guida per ciechi della Regione Toscana durante l’addestramento
Due cani della Scuola nazionale cani guida per ciechi della Regione Toscana durante l’addestramento

Massimo Bugianelli, responsabile del progetto: «Si tratta di una particolarissima forma di volontariato che richiede un grosso impegno da parte delle singole famiglie anche tenendo conto dell’inevitabile “sofferenza” nel separarsi dal cucciolo dopo un anno e mezzo ma che, per la nostra esperienza, è molto gratificante»

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Una forma di volontariato speciale: “Cresci un cucciolo, preparalo a cambiare una vita”. È questo lo slogan della campagna promossa dalla Scuola nazionale cani guida per ciechi della Regione Toscana per individuare famiglie disposte a tenere in affido per un anno e mezzo i futuri cani guida. Attualmente sono circa 80 le famiglie coinvolte nel programma di affidamento, ma la Scuola è sempre alla ricerca di nuovi volontari per sopperire alla crescente domanda da parte delle persone non vedenti ed abbattere i tempi di attesa.
Il progetto
La campagna, lanciata in questi giorni, è funzionale a questa ricerca: stimolare nuovi volontari ad accettare una proposta così importante per il futuro dei cuccioli e delle persone che accompagneranno. Durante il periodo dell’affidamento le famiglie si occupano di educare e socializzare il cucciolo in ambiente cittadino per abituarlo alle varie situazioni che incontrerà quando sarà un cane guida e potrà aiutare persone in difficoltà. Tutte le spese riguardanti il mantenimento e la cura veterinaria del cane sono a carico della Regione e le famiglie sono costantemente affiancate dagli istruttori della Scuola per ogni tipo di supporto e di aiuto.

Per informazioni

Chi è interessato a ottenere l’affidamento di un cucciolo è dovrà compilare un modulo e inviarlo all’indirizzo mail scuola. cani. guida@regione.toscana.it, o consegnarlo a mano nella sede della Scuola a Scandicci (via dei Ciliegi 26). Ma cerchiamo di saperne di più su questa esperienza che coinvolge tante persone. Il programma affidamento è stato avviato a cavallo tra il 1999 ed il 2000 e, da allora fino ad oggi, hanno collaborato con la Scuola circa 800 famiglie affidatarie, spiega Massimo Bugianelli, responsabile Scuola nazionale cani guida per Ciechi di Scandicci .«Il programma prevede che il cucciolo venga affidato alla famiglia (dopo che questa ha presentato specifica domanda ed ha sostenuto un colloquio con le nostre istruttrici) quando ha due mesi di vita», precisa.
Come funziona
Dal 3° al 4° mese i cuccioli stanno sempre con la famiglia e rientrano alla Scuola soltanto per le vaccinazioni e per le cosiddette “Puppy class”, momenti nei quali le famiglie con i cuccioli della stessa cucciolata incontrano le istruttrici per avere da loro le informazioni di cui hanno bisogno. «Dal 5° mese in poi i cuccioli rientrano alla Scuola per una settimana una volta ogni mese – prosegue – . Questi rientri hanno il duplice scopo di dar la possibilità all’istruttore di riferimento (ad ogni cucciolo e, quindi, ad ogni famiglia è assegnato un istruttore/istruttrice che li segue in tutti i diciotto mesi del programma) di verificare i progressi del cucciolo nella socializzazione e di far abituare il cucciolo stesso a staccarsi progressivamente dall’ambiente della famiglia affidataria». Il compito di ogni famiglia affidataria, in sostanza, consiste nel dare «la possibilità al cucciolo di vivere con frequenza costante le varie esperienze di socializzazione nel corso delle quali il cucciolo incontrerà situazioni e contesti i più vari con i quali potrebbe avere a che fare una volta che svolgerà il ruolo di cane guida», aggiunge Bugianelli. Dopo un periodo di 14-18 mesi il cucciolo (ormai cane adulto) rientra definitivamente alla Scuola «dove inizia il percorso specifico di istruzione per diventare un cane guida che ha la durata di sei mesi. Al termine di questi nella Scuola si svolge il corso di istruzione a cui partecipano i non vedenti che hanno fatto richiesta (e sono stati giudicati idonei da una specifica commissione) per avere un cane guida. Dopo circa due settimane di corso residenziale il cane guida è assegnato definitivamente all’allievo non vedente e da questo momento in poi diverrà il suo fedele compagno aiutandolo ad ampliare sensibilmente la sua autonomia ed indipendenza». Un obiettivo che ripaga le famiglie anche del senso di distacco dal cane. «Durante il corso ciascuna famiglia affidataria di uno dei cani in consegna ha la possibilità di conoscere il non vedente che sta prendendo il “suo” cane e questo è uno dei momenti più belli e toccanti dell’intero percorso», fa notare l’istruttore. Non solo tutte le spese di mantenimento del cucciolo/cane adulto (mangime, farmaci, assistenza veterinaria) sono a carico di Regione Toscana, ma la Scuola è sempre pronta, grazie alla professionalità del suo personale, per aiutare l’affidatario nelle varie difficoltà. «In definitiva, si tratta di una particolarissima forma di volontariato che richiede un grosso impegno da parte delle singole famiglie anche tenendo conto dell’inevitabile “sofferenza” nel separarsi dal cucciolo dopo un anno e mezzo ma che, per la nostra esperienza, è molto gratificante soprattutto pensando che in buona parte dei casi le famiglie affidatarie stringono forti legami di amicizia con i non vedenti che hanno i “loro” cani», conclude Bugianelli.

 

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