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Ginevra, la scoliosi gravissima e il rischio di rimanere invalida: la sua nuova vita dopo l’operazione al Meyer

di Cristiano Marcacci

	La radiografia con la grave scoliosi e la 14enne Ginevra Bongianni
La radiografia con la grave scoliosi e la 14enne Ginevra Bongianni

La quattordicenne, di San Giuliano Terme, è stata operata dall’équipe del Rizzoli e ha già recuperato quattro centimetri in altezza. Il racconto di nonno Massimo: «L’intervento è durato quasi otto ore, la nostra riconoscenza verso i sanitari sarà eterna»

04 giugno 2024
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Con un intervento chirurgico complesso e delicato, ma per fortuna conclusosi nel migliore dei modi, tecnicamente riuscito in tutto e per tutto, ha potuto riconquistare quel futuro che le stava sfuggendo.

Ginevra ha 14 anni e può tornare a sorridere alla vita. La devastante scoliosi da cui era affetta rischiava di portarla nel giro di poco tempo a una gravissima forma di invalidità, che le avrebbe stroncato in pieno la sua adolescenza, la sua giovinezza. Ora l’attendono alcune settimane di passeggiate, poi potrà riprendere il suo percorso di ragazzina, come le sue coetanee. Determinante e risolutiva l’operazione a cui è stata sottoposta all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze (il cui reparto di ortopedia è diretto dal professor Giovanni Beltrami), dove protagonisti tra i ferri chirurgici sono stati il dottor Konstantinos Martikos e la dottoressa Lucrezia Leggi del reparto di chirurgia vertebrale dell’istituto Rizzoli di Bologna guidato dal professor Alessandro Gasbarrini.

La quattordicenne tornata a casa da pochi giorni si chiama Ginevra Bongianni e risiede insieme a mamma Natascia e a babbo Massimo a Pontasserchio, frazione del comune di San Giuliano Terme. Suo nonno, il padre di Natascia, è un volto noto del giornalismo: si tratta di Massimo Marini, conduttore tv, radio ed eventi. È lui a raccontarci la grande paura vissuta e la «riconoscenza eterna» verso l’équipe che ha operato sua nipote, compresi i bravissimi anestesisti. Il “mago” della schiena è appunto il dottor Konstantinos Martikos, autore di quasi 800 interventi di chirurgia vertebrale per deformità, traumi e patologie degenerative della colonna in età pediatrica, adolescenziale e adulta e abituato ormai, nella pratica chirurgica, ad applicare tecniche e strumentari moderni, a cielo aperto o mini-invasivi, al passo della continua evoluzione internazionale.

«A mia nipote – ci spiega Marini – questa bruttissima scoliosi fu diagnosticata lo scorso agosto, dopo una visita a cui venne sottoposta dopo aver notato una postura sospetta nel camminare. In seguito ad alcune approfondite radiografie ci fu consigliato di rivolgerci al Meyer. E così facemmo. Ci dissero subito che la ragazzina doveva essere operata, perché in quella situazione lo scenario sarebbe stato di una vita fatta di dolori e gravi limitazioni. Tra qualche anno, infatti, la colonna vertebrale così deformata sarebbe arrivata a premere pericolosamente contro organi vitali e a mettere in dubbio anche l’eventualità di una maternità».

Alla famiglia Bongianni il mondo sembrò sgretolarsi completamente, e all’improvviso. «Nel colloquio che avemmo coi medici prima dell’operazione – continua Marini – ci spiegarono che avrebbero potuto recuperare la situazione al 50-60% e che ci sarebbe stata una piccola percentuale, legata alla mancata riuscita dell’intervento, per la quale Ginevra avrebbe potuto addirittura rischiare l’infermità totale. Non auguro a nessuno il bagaglio di ansie e preoccupazioni che abbiamo dovuto sopportare nei giorni precedenti l’operazione e lo stesso giorno dell’intervento, durato quasi otto ore».

Le nuvole si diradano tutte insieme al termine dell’intervento, quando il dottor Martikos esce dalla sala operatoria e chiede di incontrare i familiari di Ginevra. «L’operazione è perfettamente riuscita – sono state le sue parole risalenti a pochi giorni fa –. Siamo riusciti a recuperare il cento per cento della colonna vertebrale. La ragazzina tornerà ad avere una vita completamente normale».

I Bongianni non credevano a quanto avevano appena ascoltato. A Ginevra, in pratica, è stata raddrizzata la colonna vertebrale grazie all’applicazione di barre e viti speciali che l’accompagneranno nella sua crescita.

«È difficile assumere consapevolezza di quanto la chirurgia – aggiunge Massimo – arrivi a fare. Dalla sala operatoria mia nipote è addirittura uscita più alta di quattro centimetri. Ha ricominciato a camminare sin da subito e per il momento deve fare delle lunghe passeggiate e stretching agli arti inferiori a letto, con graduali rotazioni e torsioni del tronco. Tra un po’ potrà inoltre riprendere a fare sport. Gli staff del Rizzoli e del Meyer ci hanno fatto toccare il cielo con un dito, non li dimenticheremo mai. Straordinarie doti di competenza e professionalità unite a semplicità, modestia e affabilità».




 

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