Marcia indietro sui fondi tagliati al Parco della Pace di Stazzema
Il governo aveva annunciato un taglio di 90mila euro del fondo straordinario. Ripristinate le risorse anche in Emilia, il sindaco Verona: «Vigileremo»
STAZZEMA. La notizia del taglio di 90mila euro dei fondi destinati al Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema il ministero della Cultura dà ad intendere di averla appresa «sulla stampa», mentre aveva già predisposto tutto per la sua «sterilizzazione attraverso un decreto compensativo». Tradotto, significa che la riduzione per destinare fondi al decreto Energia non ci sarà, ma alla direzione del parco di Sant’Anna, così come agli altri quattro interessati, era arrivato un atto ufficiale in cui venivano comunicati i tagli. E il giorno dopo “Il Tirreno” ne aveva dato notizia.
Poco male, la buona notizia è che per quest’anno le risorse non vengono toccate e il bilancio del Parco potrà prevedere tutte le attività (come conferenze, visite e incontri con le scuole) potranno regolarmente avere luogo senza bisogno di rintracciare fondi altrove.
Di cosa parliamo
Già negli scorsi anni le risorse erano state parzialmente erose, con il taglio goccia a goccia di alcune decine di migliaia di euro l’anno, che aveva portato il finanziamento straordinario dai 500mila euro iniziale ai 450mila euro totali. Quest’anno però l’annuncio è che si sarebbero volatilizzati 90mila euro in una volta sola, generando sconforto e indignazione sia sul territorio che al massimo livello delle istituzioni regionali. Poi la retromarcia del governo.
«Qualsiasi intervento da parte del governo volto a calmierare gli effetti della crisi energetica dovuta all'instabilità geopolitica del Medio Oriente non inciderà sulle attività ordinarie e straordinarie che costituiscono l'essenza della missione del ministero della Cultura», ha dichiarato il responsabile del dicastero, Alessandro Giuli. Il caro-energia, almeno per ora, non lo dovrà pagare uno dei luoghi più importanti della memoria civile del Paese.
Il sindaco di Stazzema
«Quando ho appreso la notizia, sono rimasto stupito per il fatto in sé. Comprendo che ci troviamo in un contesto globale complesso e che sia necessario affrontare una crisi energetica: questo un amministratore può capirlo. Tuttavia, trovo discutibile reperire le risorse sottraendole a un contributo destinato a cinque luoghi in cui si portano avanti politiche della memoria legate a crimini contro l’umanità», spiega il sindaco di Stazzema, Maurizio Verona.
Il primo cittadino aveva deciso di contrattaccare subito appena ricevuta la comunicazione del governo: «Si trattava di tagli alle risorse che incidono sul futuro, e abbiamo ritenuto di esprimerlo anche come Partito Democratico: alla vigilia del 25 aprile è sembrata davvero una beffa».
E torna a inserire la prima decisione del governo in un contesto e in una concatenazione di fatti ben precisa. «Tornano inoltre narrazioni di equiparazione e “pacificazione” tra chi ha imbracciato le armi per liberare il Paese dal fascismo e dal nazismo – responsabili anche dell’uccisione di civili – e chi ha combattuto su quel fronte. A ciò si aggiunge il fatto che il Presidente del Senato conservi in casa un busto di quello che è stato uno dei maggiori criminali del secolo scorso».
«Non mando nessun invito»
Per concludere infine con una nota di delusione che è ormai diventata consuetudinaria: «Gli esponenti di questo governo alle celebrazioni per la Strage hanno sempre deciso di non partecipare, nonostante siano sempre stati invitati. Quest’anno ho deciso di smettere e non invierò l’invito, mi pare chiaro che non ci sia la volontà», annuncia Verona.
Riguardo all’evoluzione che ha preso la vicenda si dichiara comunque soddisfatto: «Il fatto che il ministro Giuli abbia annunciato che il decreto Energia verrà corretto e che un nuovo provvedimento andrà a reintegrare le risorse destinate ai nostri luoghi è una notizia che accolgo con favore. Mi auguro che sia il risultato di una riflessione che ne ha guidato la decisione. Vigilerò comunque che arrivi un atto che ci comunica che le risorse sono effettivamente disponibili, perché a parte la nota stampa finora l’unico atto ufficiale che ci è giunto è quello in cui ce ne comunicavano il taglio».
Rassicurazioni
E rassicurazioni ieri, 23 aprile, sono giunte anche al presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale: «Ho ricevuto una telefonata positiva da parte del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che mi ha rassicurato sui fondi destinati ai siti e agli Istituti storici della Resistenza, dopo i tagli che erano stati effettuati dal Governo. Il ministro ci ha tenuto a precisare che l’annuncio che aveva fatto di ripristino delle risorse per il Parco nazionale della pace di Sant’Anna di Stazzema lo intendeva già riferito a tutti e cinque i luoghi della Memoria, quindi anche i tre siti sul territorio dell’Emilia-Romagna».
