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Italia ripescata ai Mondiali 2026: il ministro dello Sport dell’Iran tiene vive la speranza Azzurra – «Quando decideremo»

di Redazione web

	Il ministro dello sport iraniano 
Il ministro dello sport iraniano 

Le parole del ministro iraniano riaprono il dossier sulla partecipazione della nazionale di Teheran, mentre in casa Fifa restano sul tavolo scenari e regolamenti che potrebbero ridisegnare il quadro delle qualificate

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Le parole del ministro dello Sport e della Gioventù dell’Iran – nella giornata di martedì 21 aprile –aggiungono un nuovo tassello al quadro già complesso che riguarda la partecipazione della nazionale iraniana ai Mondiali 2026. Donyamali ha chiarito che qualsiasi decisione sul futuro della squadra sarà presa «nel pieno rispetto del quadro legale e delle condizioni nazionali», lasciando intendere che la scelta finale non dipenderà solo da valutazioni sportive.

La decisione finale

Il ministro ha sottolineato che l’Iran dispone di «una significativa forza spirituale e militare», elementi che — ha spiegato — incidono sulle decisioni strategiche del Paese, comprese quelle legate agli eventi sportivi internazionali. Una task force dedicata sta valutando la situazione della nazionale, mentre i vertici governativi monitorano l’evoluzione del contesto. Donyamali ha ribadito che l’obiettivo è mantenere la squadra pronta, ma la partecipazione ai Mondiali dipenderà dal verdetto del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale. Se l’Iran dovesse confermare la presenza, la nazionale – ha assicurato – si presenterà «al completo».

Ritiro all’estero solo con garanzie di sicurezza

Il ministro ha annunciato anche un possibile ritiro all’estero nelle prossime settimane, precisando però che ogni attività internazionale sarà autorizzata solo in presenza di garanzie sulla sicurezza dei giocatori. In caso contrario, potrebbero essere prese decisioni alternative. Donyamali ha poi criticato le condizioni attuali del Paese ospitante, sostenendo che se un’altra nazione avesse assunto «azioni ostili», avrebbe rischiato la revoca di eventi come Mondiali o Olimpiadi. Nonostante ciò, ha ribadito che la priorità dell’Iran resta la partecipazione e il rafforzamento della propria competitività in Asia e nel mondo.

Il nodo Fifa e il possibile ripescaggio dell’Italia

Le incertezze sulla presenza dell’Iran hanno riacceso il dibattito sul possibile ripescaggio dell’Italia, eliminata ai playoff dalla Bosnia. Un tema che nelle ultime settimane è diventato centrale tra tifosi, addetti ai lavori e analisti regolamentari. A fare il punto è stata Evelina Christillin, ex membro aggiuntivo Uefa nel Consiglio Fifa, intervenuta a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1.

Christillin: “Partecipazione dell’Iran difficile. Decide la Fifa”

Secondo Christillin, la situazione iraniana rende complicata l’ipotesi di una loro presenza al Mondiale: «Vedo abbastanza difficile la partecipazione dell’Iran. Il presidente della Federcalcio iraniana vuole giocare, ma il governo è molto più prudente. Manca un mese e mezzo all’inizio del Mondiale: immaginare la loro partecipazione è davvero difficile, anche se me lo auguro». Sul fronte regolamentare, Christillin ha ricordato che tutto dipende dall’articolo 6.7 del regolamento Fifa: «Decide Infantino e poi vota il Consiglio, seguendo il suggerimento dell’amministrazione».

Chi verrebbe ripescato? Le ipotesi sul tavolo

L’Italia, tra le escluse, ha il ranking più alto (12ª al mondo). Ma non è l’unica opzione:

  • Emirati Arabi Uniti: prima nazionale non qualificata della confederazione asiatica (AFC).
  • Palestina: Christillin ha ricordato la loro eliminazione “con un rigore inesistente al 97’ contro l’Oman”, definendo un eventuale ripescaggio “un gesto significativo”.

La scelta, in ogni caso, spetta esclusivamente alla Fifa, che potrebbe privilegiare criteri sportivi, geografici o politici.

Un quadro ancora in evoluzione

Mentre l’Iran valuta la propria partecipazione sulla base di considerazioni interne e di sicurezza, la Fifa osserva e attende. Le prossime settimane saranno decisive per capire:

  • se l’Iran sarà presente ai Mondiali,
  • se si aprirà uno scenario di sostituzione, e quale nazionale potrebbe essere chiamata a prendere il posto.

L’Italia resta alla finestra: non favorita, ma nemmeno esclusa a priori. In un Mondiale già segnato da tensioni geopolitiche e decisioni delicate, ogni sviluppo può cambiare lo scenario da un giorno all’altro.

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