Il fatto del momento
La gaffe di Baggio, l’avvocato Guerra: «Reazione fuori misura, vi spiego cosa è successo» – E il Prato invita il Divin Codino allo stadio
Lo studio Rossi Secchi di Milano, per conto del Pallone d’oro del 1993, aveva chiesto 150mila euro di risarcimento al Prato per una foto social con Ai, ma il post lo aveva realizzato una fanpage satirica e non il profilo ufficiale del club
Se avessimo parlato di rettangolo di gioco sarebbe stato un autogol. E avrebbe stupito tutti, perché lui sui manti erbosi di tutta Italia e di buona parte del mondo, ha solo dipinto meraviglie e alzato trofei a valanga. Invece, si parla di post social, diffide e avvocati. Ma lo stupore rimane e i contorni sono quelli di una gaffe. In mezzo alla querelle c’è Roberto Baggio, il Divin Codino, uno dei giocatori più amati di tutto lo Stivale, senza bandiere né colori, e... il Prato, club toscano di Serie D. Uno "scontro" che, a prima vista, si spiega difficilmente. Per orientarsi serve andare con ordine e sviscerare la questione punto per punto.
La diffida
Venerdì pomeriggio. La segreteria generale del Prato riceve una diffida da parte dell’ufficio legale Rossi Secchi di Milano (contattato da Il Tirreno, non ha rilasciato dichiarazioni): "in nome e per conto di Roberto Baggio, dal quale abbiamo ricevuto ampio mandato", si legge nella pec. Nella società di via Firenze, presieduta dall’imprenditore Antonio Politano e dalla sua Finres S.p.a., è panico. Perché un mostro sacro del calcio italiano come il Divin Codino, dovrebbe diffidare il Prato? «Siamo rimasti stupiti - spiega l’avvocato Sandro Guerra, legale del club laniero -. Abbiamo messo subito in moto tutta la macchina organizzativa per capire di cosa si trattasse».
Il post incriminato
Al centro della questione c’è un post social. Lo ha pubblicato venerdì mattina la pagina Instagram "malatopeiprato", un account satirico che realizza meme per scherzare e fare qualche risata sull’Ac Prato. Sui social se ne incontrano tantissime di questo genere. Nella foto è ritratto Roberto Baggio con la maglia della prima squadra del Prato. Il messaggio è qualcosa del tipo "anche un supercampione come Baggio tifa il Prato". Uno scherzo, una battuta. Lo studio legale Rossi Secchi parla invece di «sfruttamento dell’immagine del Signor Roberto Baggio ad evidenti fini promozionali. Un contenuto che viola gravemente i diritti del nostro assistito. Si deve rilevare come l’immagine sia stata artificiosamente modificata e utilizzata in modo tale da rappresentare con assoluta credibilità, sebbene falsamente, una sua partecipazione ad attività promozionali riconducibili alla vostra associazione, nonché ai vostri prodotti o servizi». La pec arriva all’Ac Prato ma, elemento chiave della questione, il profilo "malatoperiprato" è quello ufficiale del club laniero, identificato come "Acprato1908", nome ben più istituzionale. All’interno della diffida c’è una richiesta di risarcimento di 150mila euro per danno di immagine. Cifra da pagare entro dieci giorni.
La risposta
In casa Prato strabuzzano gli occhi. «Non c’entriamo niente - ribadisce l’avvocato Guerra - . L’account in questione è una pagina satirica gestita da giovani tifosi pratesi. Non è neanche lontanamente collegata con gli account ufficiali del club, gestiti da stimati professionisti del settore. Nella diffida che ci è arrivata è stata sottolineata la notorietà mondiale del personaggio. Ecco, proprio per questo, allo stesso tempo, poteva essere usata un po’ più di prudenza, prima di un’uscita del genere. È stata una reazione fuori misura». Il team dell’avvocato Guerra ha lavorato per due giorni interi sulla questione. Vedersi arrivare una richiesta di risarcimento di 150mila euro da Roberto Baggio non è cosa di tutti i giorni. Un dispiego di forze e un danno di immagine, scrive nella risposta Guerra, quantificabile in 4.536 euro, ora richiesti a Baggio. «A cose normali il mio studio fatturerebbe questa cifra. Ma noi siamo pronti a rinunciare e il club lo stesso, a patto che il signor Baggio raccolga il nostro invito di donare questa cifra a un ente benefico di proprio gradimento. Sarebbe la dimostrazione che anche da una situazione spiacevole possono nascere buone azioni».
Clima disteso
Il post è stato comunque rimosso da Meta, l’azienda che controlla i servizi di Instagram, in seguito alla segnalazione registrata. La pagina "malatipeiprato", contattata da Il Tirreno, ha preferito non commentare la questione. Da parte dell’Ac Prato, club del presidente Politano, non c’è comunque nessuna voglia di arrivare allo scontro o fare polemica, nonostante la querelle poco simpatica. Anzi, c’è anche un passo verso il Pallone d’Oro del 1993. «Siamo una società che milita in Serie D - chiosa l’avvocato Guerra -, ma ha una struttura composta da validissimi professionisti che vale il top del calcio italiano. La proprietà ha una holding con 14 aziende controllate e oltre 2.000 dipendenti, vantando una reputazione impeccabile. Tutti stimiamo e vogliamo bene a un grande campione e un simbolo del nostro calcio come Roberto Baggio. Lo invitiamo volentieri a una nostra partita al Lungobisenzio per osservare in prima persona la serietà, la professionalità e la passione con cui il Prato viene gestito e seguito. E chiudere qui questa storia ».
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