Daniele Ghilardi, azzurro di Lucca: convocato dal Ct Mancini, è cresciuto tra il rossonero e la Fiorentina – Gli applausi di Aldair e gli aneddoti da bimbo
Classe 2003, è alla seconda stagione con la maglia della Roma di Gasperini. Di Sant’Angelo in Campo, tifano per lui mamma Manuela, babbo Mauro, il fratello Lorenzo e la fidanzata Martina
ITALIA. La prima volta non si scorda mai. Così si dice e c’è da scommettere che lo sia davvero per Daniele Ghilardi. Difensore lucchese della Roma di Gasperini, è una delle principali sorprese nelle convocazioni del commissario tecnico Roberto Mancini per le quattro partite di Nations League dell’Italia. Già azzurro nella trafila giovanile, per il centrale toscano classe 2003 è la prima chiamata tra i grandi. L’ennesimo traguardo di un percorso di crescita assoluta, partito dalla Serie C e arrivato adesso con costanza nel calcio che conta a livello internazionale. E la conferma di come il ragazzo di Sant’Angelo in Campo rappresenti uno dei maggiori talenti del nostro calcio.
Rossonero e viola
Da Lucca e dalla Lucchese alla Nazionale. Sì, perché la carriera di Ghilardi parte dal rossonero. A 5 anni, i primi calci al pallone li dà nella Lucchese junior. Il direttore sportivo del tempo, Augusto Rotolo, ne parlava così. «Ha iniziato in porta, poi però giocava anche in attacco, ma mai in difesa. L’allenatore era in difficoltà rispetto a dove schierarlo perché era forte in entrambi i ruoli. Già da piccolo era settato sul calcio, con un’attenzione ai dettagli non indifferente». I tuffi da portiere e i gol da attaccante, con Fernando Torres come idolo. Poi il passaggio alla Fiorentina, dove resterà per nove anni. Nel 2022 la cessione al Verona. Nel frattempo, dall’attacco è già passato prima a centrocampo e poi in difesa e gli idoli da emulare sono diventati Van Dijk e Sergio Ramos. Con il club gialloblù gioca nelle giovanili, quindi il prestito in C al Mantova e quello successivo in B con la Samp. La gavetta, quella che serve per farsi le ossa e fare esperienza. La scalata lo porta a esordire in A con il Verona.
Alla corte del Gasp
Nell’estate del 2025 su di lui si accendono i riflettori del Betis Siviglia e la trattativa sembra a un passo dalla chiusura, ma è lì che irrompe la Roma. Profilo adatto a ciò che cerca il club capitolino: giovane, italiano e in linea con i parametri di mercato. Gasperini dà il via libera e l’affare decolla: 10 milioni al Verona, ma la metà finisce alla Fiorentina che si era tenuta il 50% sulla rivendita. L’arrivo alla corte di Gasperini rappresenta un passaggio fondamentale nella parabola di Ghiliardi. Il calcio moderno, propositivo e a tutto campo del Gasp esalta le sue qualità. Gioca in verticale, è bravo nei duelli corpo a corpo e dribbla per saltare una linea di gioco. A consacrarlo ci pensa uno che a Roma ha vinto uno Scudetto, come "Pluto" Aldair: «Prestazioni solide e personalità. Quando giochi con questa tranquillità fai la differenza. Bravo ragazzo», il commento del brasiliano dopo una presenza in Europa di Ghilardi. "Gasp" è la sapiente guida che può farlo esplodere: bastone e carota, il metodo del tecnico ex Atalanta. Uno che ha lanciato difensori come Romero, Bastoni e Ruggeri, per dirne alcuni. E Ghilardi vuole inserirsi in questo gruppo.
Un lucchese in azzurro
Aprendo il suo profilo Instagram basta un secondo per capire l’attaccamento alla città. "Lucca, Toscana", c’è scritto in alto. Appassionato di sport, come basket e tennis, lo si è visto agli Internazionali di Roma con la fidanzata Martina. È il secondogenito di mamma Manuela, infermiera, e babbo Mauro. Il fratello Lorenzo lo segue dagli States dove studia Sport e Management. Il numero 87, che ha sempre indossato in carriera, lo ha scelto con gli amici di sempre, il suo gruppo a Lucca. «Umile e serio, un ragazzo d’oro cresciuto con dei genitori esemplari», raccontava ancora Rotolo. La famiglia e gli amici di sempre. Quelli che hanno sempre fatto il tifo per lui. Lo faranno anche stavolta, più che mai. Perché con la maglia azzurra addosso anche le emozioni hanno tutto un altro sapore.
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