Dai tre schiaffi ai festeggiamenti: la Fiorentina celebra i 100 anni – L’omaggio ai grandi ex
La squadra delude, ma la festa decolla grazie alle vecchie glorie del club. Federico Russo anima la serata tirando su l’umore dei tifosi dopo la sconfitta
FIRENZE. E ora che si fa? Ti aspettavi l’apoteosi nel giorno del centenario. Ti ci eri preparato per tutta la settimana nonostante i quattro schiaffi presi a Roma e invece ti ritrovi a guardare il tabellone che recita Fiorentina-Frosinone 0-3. Ti stropicci gli occhi ma il risultato non cambia. E così la domanda aleggia sul Franchi: e ora che si fa?
Si fa che si fa festa comunque, perché lo spettacolo è pronto e il centenario va onorato, nonostante tutto. Del resto il tifoso viola è ormai abituato alla sofferenza e tre sberle prese dal Frosinone alla fine si possono anche digerire, magari con un po’ di bicarbonato.
The show must go on, insomma, e la festa di luci e colori, smaltita la delusione, c’è stata. Una festa un po’ all’americana e un po’ alla fiorentina.
Si era appena affievolita l’eco dei fischi riservati dalla tribuna e dalla Maratona ai viola che è toccato a Federico Russo, voce storica di Radio Deejay e tifoso da sempre della Fiorentina, l’ingrato compito di tirare su il morale del pubblico (non della curva Ferrovia, che non ha mai smesso di incitare la squadra e si è concesso solo alla fine il coro “vincono solo gli ultras”, la contestazione più blanda che ci sia).
Chi si aspettava che qualcuno lasciasse lo stadio si sbagliava. Sono rimasti tutti al loro posto, anche perché era annunciato l’arrivo delle vecchie glorie viola e dunque, a parte le luci e i colori, valeva ed è valsa la pena.
Russo, chapeau, è sembrato riuscire in mezz’ora a far dimenticare quanto era accaduto in campo. Lo ha fatto coinvolgendo i tifosi con la Viola cam. A tutti ha chiesto di imitare le esultanze dei campioni del passato. Qualcuno ci è stato, qualcuno si è distratto, mentre la curva Ferrovia ha riservato le ovazioni solo alle tifose particolarmente procaci.
A seguire, i messaggi degli ex calciatori che non hanno potuto essere presenti, una specie di borsino dell’affetto dei tifosi: applausi a Biraghi, Oliveira, Avramov (anche se forse non tutti sanno chi è), Vecino, ovazione per Edoardo Bove, applausi per Carlo Conti e a seguire la battuta di Russo («quest’anno la quarta maglia sarà color Carlo Conti, gelo del pubblico), ovazione per Passarella, qualche fischio per Castrovilli, ovazione per Pasqual e una valanga di fischi per l’ex portiere Landucci (i tifosi ancora non gli perdonano le due papere nella finale di andata di Coppa Uefa contro la Juve nel 1990),
Poi tocca alle giovanili prendere possesso del campo, prima che Russo chiami Massimo Marianella, voce di Sky, a comporre sulla lavagna la formazione ideale viola di tutti i tempi: Superchi, Magnini, Astori, Passarella, Roggi, Hamrin, Merlo, Antognoni, Chiarugi, Baggio e poi introdotto dall’ohhh della curva, Bati Bati Batigol.
Ma il pezzo forte della serata, come detto, era la sfilata delle vecchie glorie, in un crescendo di pathos perché Federico Russo le ha presentate in ordine cronologico e dunque i ricordi più recenti e più dolci sono arrivati verso la fine. Gabriel Omara Batistuta si è materializzato alle 22,09 sul prato che lo ha visto terrorizzare le difese delle squadre di Serie A e di molte squadre europee. Manuel Rui Costa è apparso alle 22,12 e a qualcuno, giuro, si sono inumiditi gli occhi in tribuna («i sette anni più belli della mia vita»), anche quando è apparso sir Claudio Ranieri con la sciarpa al collo, ancora di più quando sul grande schermo è apparsa l’immagine di Davide Astori.
Molti, inevitabilmente, hanno pensato che oggi sarebbero bastati solo due o tre di questi campioni per non vedere quello 0-3 sul tabellone dietro la Ferrovia. E allora sì, chi se ne frega se hai preso tre gol dal Frosinone, domani è un altro giorno. Valeva la pena di esserci in questa serata dalle polveri bagnate ma dalle emozioni forti.
Da domani si ricomincia con gli allenamenti per invertire subito la rotta in campo, ma stasera era giusto fermarsi a rendere omaggio ai tanti campioni che hanno fatto sognare generazioni di fiorentini. Ora tocca ai loro eredi essere degni di cotanta storia. Da subito. Lo ha ricordato alla squadra la curva Ferrovia con una salva di fischi quando, al termine della sfilata delle vecchie glorie, è stata chiamata in campo. Una salva di fischi spenta dalla voce di Narciso Parigi, che mette tutti d’accordo.
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