Previdenza
La Procura di Prato sul caso Biffoni: «Sia la Corte costituzionale a decidere»
Tescaroli ha chiesto al Tribunale di sollevare una questione di legittimità sulla norma che ha consentito la candidatura al terzo mandato del sindaco. Decisione entro un mese
PRATO. La Procura ha chiesto al Tribunale di sollevare una questione di legittimità costituzionale nel procedimento nato dal ricorso di Brenno Bianchi sulla presunta non candidabilità del sindaco Matteo Biffoni, una battaglia iniziata già prima delle elezioni di maggio dal consigliere civico Jonathan Targetti.
L’oggetto del contendere è la possibilità di un sindaco che ha già fatto due mandati, come Biffoni, di ricandidarsi per il terzo mandato dopo un lasso di tempo che il ricorso giudica troppo breve (un anno di giunta Bugetti e 10 mesi di commissariamento), mentre per l’avvocato che assiste Biffoni, Francesco Marone, la candidatura era pienamente legittima.
Davanti al collegio presieduto da Lucia Schiaretti, oltre al ricorrente Bianchi, assistito dall’avvocato Franco Bruno Campagni, si sono presentati il procuratore Luca Tescaroli e il sostituto Massimo Petrocchi, che hanno invitato il Tribunale a sollevare la questione di legittimità costituzionale in riferimento al secondo comma dell’articolo 51 del Testo unico degli enti locali, che recita: “Chi ha ricoperto per due mandati consecutivi la carica di sindaco e di presidente della provincia non è, allo scadere del secondo mandato, immediatamente ricandidabile alle medesime cariche. Per i sindaci dei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, il limite previsto dal primo periodo si applica allo scadere del terzo mandato. Le disposizioni di cui ai precedenti periodi non si applicano ai comuni con popolazione fino a 5. 000 abitanti”.
La questione sta tutta in quell’“immediatamente” citato nel primo periodo. In teoria basterebbe l’interruzione anche di un solo giorno o di un solo mese perché la candidatura al terzo mandato non sia immediata, e dunque legittima, ma la questione politica sollevata dal ricorrente Brenno Bianchi ha a che fare con la rendita di posizione di cui gode un sindaco che ha già fatto due mandati (ovviamente se ha governato bene). Il ricorrente sostiene che è passato troppo poco tempo per parlare di discontinuità. Biffoni, sulla scorta dei pareri di noti giuristi, sostiene invece che quella discontinuità c’è stata e le urne gli hanno dato ragione, essendo stato eletto al primo turno nonostante il disastro della giunta Bugetti.
L’avvocato Campagni ha insistito sulla tesi della non candidabilità, l’avvocato Marone ha insistito per il rigetto del ricorso e la Procura, oltre a chiedere la remissione alla Corte costituzionale, in subordine ha chiesto il rigetto del ricorso, perché se i giudici decideranno che è manifestamente infondata la questione costituzionale sul secondo comma di quell’articolo, allora quell’articolo va preso alla lettera e la candidatura di Biffoni era pienamente legittima.
Il Tribunale si è riservato di decidere nei prossimi 30 giorni. La questione interessa Prato, ma anche gli altri 734 Comuni che hanno oltre 15.000 abitanti in tutta Italia. Comunque vada, la decisione del Tribunale di Prato contribuirà a fare giurisprudenza.
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