Attenzione
Prato alza la voce con l’Europa e si propone come laboratorio
Il Tavolo di distretto ha chiesto a Bruxelles regole più elastiche sugli scarti tessili
PRATO. Il distretto tessile pratese ha fatto sentire ieri, 13 ottobre, la sua voce in Europa. Una delegazione del Prato Textile District, guidata dal sindaco Matteo Biffoni, è stata ricevuta a Bruxelles dai funzionari chiave della Commissione Europea per la transizione verde e industriale. La delegazione ha incontrato Stefano Soro e i tecnici Vincenzo Gente, Silvia Ferratini, Piotr Rapacz), responsabili per le politiche ambientali, la gestione dei rifiuti e la chimica.
Al centro dell’incontro c'è stata la presentazione del Position Paper 2026 del Distretto – documento strategico condiviso tra tutte le parti sociali all'interno del Tavolo di Distretto – e il lancio di una proposta concreta: fare di Prato il primo Living Lab e laboratorio industriale d'Europa per testare sul campo l’impatto delle nuove normative su ecodesign, tracciabilità ed Extended Producer Responsibility (EPR).
«Siamo a Bruxelles per presentare alle istituzioni europee il nostro Position Paper e la forza del modello industriale pratese – ha detto il sindaco Matteo Biffoni – Ci siamo presentati come Tavolo del Distretto, nel quale ormai da tempo siamo riusciti ad aggregare Comune, categorie economiche e sindacati muovendoci in maniera coesa e unitaria. Prato rappresenta a tutti gli effetti un modello d'applicazione per le politiche comunitarie: portiamo in dote un'esperienza centenaria, la tradizione della nostra "lana senza pecore" e del riciclo tessile, e infrastrutture pionieristiche come il riciclo delle acque con Gida e il nuovo Hub del Tessile. Non intendiamo essere semplici recettori passivi delle decisioni comunitarie, ma partner attivi e apripista dell'Unione Europea per anticipare i tempi sui grandi temi dell'economia circolare e della transizione ecologica».
«La nostra filiera, fondata su un know-how storico nella rigenerazione – ha avvertito Francesco Marini, presidente della sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord – rischia di vedere minacciati tra gli 8.000 e i 10.000 posti di lavoro se le nuove regole sull'End of Waste e sul Reach non terranno conto delle dinamiche reali dei processi manifatturieri. I materiali riciclati rischiano di diventare rifiuti se non sono supportati da tempi di transizione per adeguarsi alle nuove normative. Gli strumenti per sostenere il mercato potrebbero essere un'Iva ridotta su materiali rigenerati e l’obbligo nei Green Public Procurement con obbligo di quote di riciclato, oltre che del pieno riconoscimento del ruolo operativo delle nostre PMI all’interno della normativa EPR. Dall'ecoprogettazione al Passaporto Digitale di Prodotto, fino alla simbiosi industriale, Prato dimostra che la vera sostenibilità si misura valorizzando chi i materiali li ricicla e li produce ogni giorno».
Sul tema dell'End of Waste, il distretto ha ribadito la ferma richiesta di far cessare la qualifica di rifiuto per i materiali tessili selezionati, igienizzati e tagliati subito dopo la cernita commerciale, senza dover attendere la fase finale di sfilacciatura meccanica, proteggendo così la filiera della rigenerazione e i cenciaioli. Riguardo al Regolamento Ecodesign (ESPR), è stata evidenziata la necessità di superare un approccio rigidamente fibre-neutral basato solo sulla durabilità sintetica, valorizzando invece la circolarità reale della lana cardata riciclata e il riconoscimento dello standard GRS».
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