I nostri soldi
Prato, la partita blocca via Firenze e FdI protesta: «La gente deve poter lavorare»
Intervento del consigliere comunale Rocco Rizzo sui divieti in occasione della partita tra Prato e Grassina. Allo stadio solo 17 tifosi ospiti...
PRATO. Per mesi la questione dell’aumento della capienza dello stadio Lungobisenzio è stata dibattuta e ora che la capienza è stata aumentata ci si accorge che c’è un prezzo da pagare. Lo segnala il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Rocco Rizzo, dopo aver raccolto le lamentele di chi lavora intorno allo stadio a causa dei provvedimenti sulla viabilità, in particolare il divieto di di transito e di sosta dalle 10 alle 20 di oggi, 16 settembre, in via Firenze, nel tratto compreso tra il ponte alla Vittoria e l'incrocio con via Catellacci, in occasione della partita tra Prato e Grassina.
«Una partita di calcio non può trasformarsi nel blocco delle attività economiche di una parte della città – sostiene Rizzo – Il Prato ha tutto il diritto di giocare e di svolgere la propria attività sportiva, ma altrettanto diritto hanno le aziende di lavorare, movimentare le proprie merci e far uscire i propri mezzi. Sono stato contattato da aziende che, in una normale giornata lavorativa di mercoledì, si trovano di fatto impossibilitate a uscire e a svolgere regolarmente il proprio lavoro. Questo non è accettabile – sottolinea Rizzo – difficoltà che, stando a quanto mi è stato riferito, sarebbero indirettamente connesse ai provvedimenti disposti per consentire lo svolgimento della partita. La sicurezza deve essere garantita, naturalmente, ma non può essere garantita scaricando integralmente il peso delle limitazioni sulle imprese e sui lavoratori. Premetto che non è mia intenzione alimentare una contrapposizione con l'Ac Prato, il punto è un altro: chi organizza la viabilità e la gestione degli eventi deve tenere conto anche delle esigenze di una città che lavora». Per Rizzo è necessario intervenire sull'organizzazione.
«Serve una razionalizzazione delle misure, individuando per tempo percorsi, accessi e finestre orarie che consentano alle aziende di continuare a lavorare a pieno ritmo. Se ci sono esigenze di sicurezza, vanno affrontate con soluzioni mirate, non con provvedimenti generalizzati che finiscono per creare disagi a chi non c'entra nulla con l'evento sportivo. Prato è una città manifatturiera e commerciale e non possiamo dimenticarlo quando prendiamo decisioni sulla viabilità. La sicurezza viene prima di tutto, ma sicurezza e lavoro devono poter convivere. Chiedo quindi all'amministrazione comunale di attivarsi e a tutti i soggetti coinvolti di rivedere queste modalità e di trovare una soluzione che permetta di tutelare contemporaneamente l'ordine pubblico, lo sport ed e il diritto delle imprese a lavorare. Perché una città che lavora non può essere messa in pausa ogni volta che c'è un evento».
In questo caso la protesta sembra giustificata anche solo dal fatto che da Grassina, la squadra che ha affrontato il Prato, sono arrivati la miseria di 17 tifosi...
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