Caso stadio, il presidente del Prato si scaglia contro chi gli mette i bastoni tra le ruote
La Commissione di vigilanza che dovrà decidere sull’aumento della capienza è stata riconvocata per il 3 settembre, ma Politano annuncia azioni legali
PRATO. Dopo 48 ore di silenzio, Antonio Politano, presidente del Prato, è passato al contrattacco sulla questione della capienza dello stadio Lungobisenzio, il cui aumento da 1.999 a 2.980 posti è stato bocciato mercoledì 26 agosto dalla Commissione di vigilanza sui pubblici spettacoli. Intanto rende noto che la commissione è stata riconvocata per il 3 settembre, tre giorni prima dell’esordio in campionato contro la Nuova Ternata, ma in un comunicato diffuso oggi, 28 agosto, contro chi, secondo lui, gli mette i bastoni tra le ruote. Politano non fa nomi, ma è evidente il riferimento alla ormai ex moglie Asmaa Gacem, estromessa dalla presidenza a marzo, e al tecnico Stefano Tesi della Nova Sicurezza, che ha subìto la stessa sorte.
«Con una puntualità che sarebbe encomiabile se fosse impiegata nell’interesse del Prato – scrive Politano – continuano infatti a manifestarsi “iniziative” laterali, volte a disturbare e a creare problemi. La risposta sarà data con atti, documenti e lavori eseguiti. E sarà data anche nelle aule di giustizia, proseguendo con assoluta determinazione le azioni risarcitorie già avviate e documentando ogni ulteriore danno,
costo o ritardo riconducibile a condotte ingiustificate o strumentali. Comprendo perfettamente l’impazienza dei nostri tifosi e voglio rassicurarli. L’ampliamento della capienza resta una priorità assoluta e stiamo lavorando affinché il 3 settembre ogni rilievo risulti superato. Abbiamo ereditato una situazione nella quale, aprendo un cassetto, non sempre si trovavano soltanto le chiavi dello stadio. Continuano a emergere adempimenti trascurati, situazioni mai regolarizzate e problemi che avrebbero dovuto essere risolti molto tempo fa. Li stiamo affrontando uno per uno, senza cercare alibi e senza scaricare sulle istituzioni responsabilità che non hanno. Ringrazio il Comune, a partire dal sindaco, la Commissione e tutti coloro che stanno contribuendo concretamente alla soluzione dei problemi. La loro prudenza è comprensibile e il loro lavoro merita rispetto, soprattutto quando qualcuno sembra particolarmente interessato ad alimentare difficoltà e tensioni. A chi, invece, impiega tempo ed energie per rallentare il percorso dell’Ac Prato, magari attraverso persone e strumenti già conosciuti, rivolgo un invito molto semplice: continui pure, se ritiene. Noi continueremo a lavorare. Ma da oggi continueremo anche ad annotare, uno per uno, i ritardi, i costi e i danni provocati. Non ci sfugge chi si muove e da quale ambiente provenga. Non faremo nomi in un comunicato stampa, perché i nomi, quando necessario, si fanno negli atti giudiziari. E in alcuni di essi già sono stati fatti».
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