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Prato, fondi del Pnrr revocati alla piscina di Iolo. Biffoni: «Comune parte lesa, il piano va avanti»

di Redazione Prato
Prato, fondi del Pnrr revocati alla piscina di Iolo. Biffoni: «Comune parte lesa, il piano va avanti»

Ferraro aveva l’appalto: i ritardi hanno impedito l’avvio dei lavori nei tempi previsti

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PRATO Un progetto che nel 2024 sembrava pronto a partire oggi ha un buco da 6, 5 milioni di euro. Sono i fondi Pnrr destinati allo Stadio dell’Acqua di Iolo, revocati il 30 luglio dal Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio. E il Comune di Prato ha già restituito la prima tranche incassata: 1, 95 milioni. «Sono il primo a voler sapere di chi sia la responsabilità», dice il sindaco Matteo Biffoni. Palazzo comunale si considera parte lesa e annuncia iniziative per ricostruire passaggi e ritardi che hanno lasciato l’opera al palo. Il Comune, ricorda Biffoni, aveva vinto il bando e aggiunto altri 10 milioni di risorse proprie. La gara non era stata gestita direttamente dall’amministrazione: centrale di committenza era Sport e Salute Spa, società controllata dal ministero dell’Economia, che aveva aggiudicato l’appalto alla Ferraro Spa.

La formula era quella dell’appalto integrato: all’impresa spettavano progettazione definitiva ed esecutiva e lavori. Ma i ritardi accumulati hanno impedito di aprire il cantiere nei tempi imposti dal Pnrr. Biffoni sostiene che gli uffici abbiano contestato gli inadempimenti, impartito ordini di servizio e applicato penali. Ora il Comune vuole capire a chi attribuire le conseguenze economiche della revoca. E tiene separati i due binari: responsabilità da accertare, piscina da realizzare comunque. Sport e Salute, riferisce il sindaco, avrebbe dato disponibilità a proseguire il percorso.

Da Forza Italia arriva invece l’attacco di Erica Mazzetti: «Il Pd deve prendere atto del suo fallimento». Secondo la deputata, i problemi dell’impresa erano emersi abbastanza presto da dover mettere in allarme anche Comune e amministratori. Propone per il futuro di valutare partenariato pubblico-privato e project financing. Intanto a Iolo resta quello che doveva essere un cantiere. E quei 1, 95 milioni già tornati indietro

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