Pista a Peretola, Prato torna contro: il Comune aderirà al ricorso al Tar
La mozione impegna il sindaco Biffoni e la giunta a sostenere la battaglia del “No”
PRATO. La città torna nella battaglia contro la nuova pista di Peretola e lo fa riportando la politica dentro una partita che negli ultimi mesi sembrava essersi spostata quasi esclusivamente tra ministeri, decreti e ricorsi. Il Consiglio comunale ha approvato una mozione che impegna sindaco e giunta a costituirsi nel giudizio pendente davanti al Tar della Toscana a sostegno delle amministrazioni che contestano il progetto di ampliamento dell’aeroporto di Firenze.
Una scelta che riallinea il Comune al fronte della Piana proprio mentre il ministero dell’Ambiente ha recentemente corretto il decreto Via, sostituendo il parere della Commissione europea con una semplice informativa sulle misure compensative previste per il sito Natura 2000 e rimettendo in moto l’iter autorizzativo del masterplan.
La decisione arriva dopo settimane in cui l’asse favorevole alla nuova pista aveva ritrovato slancio grazie al decreto correttivo, destinato ad accelerare la conferenza dei servizi e ad avvicinare l’apertura dei cantieri. Sul fronte opposto, però, i Comuni contrari hanno scelto di rafforzare il contenzioso. Prato rientra così nella partita giudiziaria da cui era rimasta fuori dopo la scelta della gestione commissariale di non impugnare il decreto di compatibilità ambientale.
La mozione, presentata da Pd, Alleanza Verdi e Sinistra e Lista Biffoni sindaco, richiama le posizioni espresse negli anni dall’assemblea cittadina. Il documento ribadisce la contrarietà all’ampliamento dello scalo e indica come priorità un modello di mobilità fondato sul potenziamento della rete ferroviaria e del trasporto pubblico. Vengono inoltre richiamate le criticità emerse nello studio acustico commissionato durante il periodo commissariale, ritenuto incompleto per il numero dei ricettori monitorati e per l’assenza di una valutazione sugli effetti della futura operatività aeroportuale.
«La scelta della gestione commissariale di non impugnare il decreto di compatibilità ambientale ha lasciato Prato senza una voce in una vicenda che incide direttamente sulla qualità della vita di interi quartieri», spiegano il capogruppo del Pd Marco Sapia e la consigliera Matilde Rosati. Per Simone Rizzuto, capogruppo della Lista Biffoni sindaco, «fin dal dibattito pubblico del 2022 era evidente la secondarietà del ruolo attribuito a Prato nel masterplan». Lorenzo Chiani, capogruppo di Avs, definisce invece il progetto «territorialmente incompatibile con il parco agricolo della Piana», indicando tra le principali criticità consumo di suolo, rischio idrogeologico e sorvoli sulla periferia pratese.
La scelta viene salutata con favore da Sesto Fiorentino, da anni capofila della contestazione. «La decisione del Comune di Prato di tornare a costituirsi nel ricorso è una notizia importante che rafforza la posizione delle amministrazioni della Piana e del Pratese contro un’opera sbagliata e dannosa per i nostri territori», afferma Damiano Sforzi. «Prato era già nel precedente ricorso, ma questo è il segno di una politica che riacquista protagonismo, rimette al centro la propria comunità e riapre la discussione sul futuro». Entro l’autunno il Tar entrerà nel merito del ricorso promosso da Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Calenzano, Carmignano, Poggio a Caiano e dalla Provincia di Prato. Da ieri il fronte del no conta anche sul ritorno ufficiale del capoluogo laniero.
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