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Prato

La vertenza

Prato, arrestati tre cinesi dopo gli scontri davanti alla Acca di Seano

di Paolo Nencioni

	Il presidio sindacale davanti alla Acca di Seano (foto Nucci)
Il presidio sindacale davanti alla Acca di Seano (foto Nucci)

In nottata è arrivata una “chiamata alle armi” sulla chat dei titolari dei pronto moda orientali che invita a forzare la mano per riprendersi la merce bloccata nel magazzino di via Copernico

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PRATO. Le forze dell’ordine hanno presentato il conto a tre imprenditori cinesi che ieri, 23 giugno, erano stati fermati durante la protesta davanti al capannone della logistica Acca di Seano, in via Copernico, dove risulta bloccata la merce di decine di pronto moda a causa del presidio del sindacato Sudd Cobas dopo l’annuncio della prossima chiusura dell’azienda e la perdita di almeno 40 posti di lavoro.

I tre cinesi, rende noto la Procura di Prato, sono stati arrestati con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali nei confronti di cinque tra carabinieri e poliziotti che erano impegnati a gestire l’ordine pubblico. I cinque si sono fatti medicare in ospedale e sono risultati guaribili dai 5 ai 21 giorni. I tre arrestati compariranno oggi davanti al giudice per la convalida del fermo.

«Uno straordinario impiego di appartenenti all'Arma dei carabinieri e alla polizia di Stato, progressivamente inviati anche dall'Ufficio di Ordine Pubblico del Dipartimento di Pubblica Sicurezza di Roma – spiega la nota della Procura – ha impedito la degenerazione e il perpetuarsi di aggressioni che avrebbero potuto nuocere gravemente all'incolumità di
tutti i presenti. Permane uno stato di preoccupante fibrillazione, in considerazione della prosecuzione dell'azione di protesta, tesa a impedire l'accesso da parte dell'organizzazione sindacale, e della determinazione degli imprenditori cinesi a riappropriarsi dei beni a loro riconducibili. Per tale ragione un notevole contingente del personale gestito dalla Questura, provenienti da tutte le forze di polizia, è impegnato in servizi di ordine pubblico, stante l'eccezionalità dell'evento verificatosi nella giornata di ieri, tenendo costantemente informato quest'ufficio».

La “chiamata alle armi”

Nel corso della notte sulla chat a cui sono iscritti oltre 200 imprenditori cinesi è arrivato un appello a forzare la mano nel muro contro muro davanti alla Acca.

«Sta girando da qualche ora un messaggio su WeChat che annuncia un nuovo assalto al magazzino Acca di Seano – avverte il Sudd Cobas – A pubblicarlo il profilo "Alix" che appartiene al responsabile della Acca Srl già sotto processo a Prato per sfruttamento e caporalato nell'indagine partita dopo gli agguati notturni a colpi di spranghe contro i lavoratori sindacalizzati. La traduzione letterale dice "Inoltrate: I cinesi insorgono e mettono in ginocchio il sindacato dei 3000 lavoratori neri. Domani ci sarà un grande raduno dei cinesi; se questa volta avremo successo, non potranno più bloccare le merci. Chi ha subito torti in passato non perda questa occasione. Questa volta noi cinesi siamo nel giusto, dobbiamo sostenere al massimo!"».

«Dietro la retorica del "noi cinesi" – commenta il Sudd Cobas – si nasconde un’organizzazione di padroni e caporali che è disposta a usare la violenza per difendere il proprio sistema di sfruttamento. Lo ripetiamo: non sono cinesi, sono sfruttatori. E noi stiamo lottando per difendere anche i posti di lavoro di quaranta operai cinesi della Acca. Loro fanno appello ai tanti padroni che hanno dovuto regolarizzare i propri operai grazie agli scioperi.  Noi facciamo appello a tutti coloro che vogliono che questo distretto cambi una volta e per tutte ad unirsi al presidio che si terrà oggi dalle 9 e per tutto il giorno in via Copernico a Seano davanti al magazzino Acca. Presidiamo i diritti, presidiamo la democrazia, alziamo la voce per un distretto libero da mafia e sfruttamento».

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