È ancora congelato a Latina l’archivio del Comune di Prato danneggiato dall’alluvione
Una parte dei documenti è conservata nelle celle frigorifere del mercato ortofrutticolo laziale, a oltre due anni dagli allagamenti
PRATO. A due anni e quattro mesi dall’alluvione del 2 e 3 novembre 2023, una parte dei documenti d’archivio del Comune di Prato sono ancora congelati. Ma non è un modo di dire. Sono davvero congelati alla temperatura di -20 gradi centigradi in alcune celle frigorifere del mercato ortofrutticolo di Latina. Lo si scopre scorrendo una determinazione del Servizio affari generali del Comune firmata lo scorso 18 febbraio per stanziare altri fondi dopo quelli impegnati nel 2024 e nel 2025. Il Comune e la Regione Toscana continuano a spendere un totale di 47.000 euro l’anno, in attesa che i documenti d’archivio vengano recuperati da una società specializzata, la Polygon Italia srl.
La storia, come detto, inizia nei primi giorni di novembre 2023, quando un’improvvisa alluvione manda sott’acqua tanti scantinati, danneggia le aziende, porta via le auto parcheggiate e fa anche due morti, a Figline e a Montemurlo. Sul momento nessuno ci fa troppo caso, perché ci sono altre urgenze da risolvere, ma tra i danni collaterali di quell’alluvione c’è anche l’allagamento di un deposito della Società Archivi spa di Campi Bisenzio alla quale il Comune di Prato aveva affidato in “outsorcing” la custodia dei propri documenti, presumibilmente per mancanza di spazio in città. Anche quelli dunque vanno sott’acqua e c’è il rischio che siano irrimediabilmente danneggiati. Evidentemente hanno una loro importanza anche ora che si fa quasi tutto in maniera digitale, anche la conservazione dei documenti di un ente locale.
Si decide così di tentare un’operazione di salvataggio e si dà incarico alla Polygon Italia di trovare una soluzione, che consiste nel congelamento. Si tratta di una tecnica efficace di salvataggio per documenti, libri e archivi bagnati, utile a bloccare la formazione di muffe, spore e ulteriori reazioni chimiche, stabilizzando l'inchiostro. Secondo gli esperti, i documenti vanno sigillati in buste di plastica per alimenti e congelati preferibilmente entro 24-48 ore, a una temperatura di -20 gradi, o inferiore, in attesa di un restauro professionale. Per il recupero definitivo, la liofilizzazione (vacuum freeze drying) è il metodo più sicuro, in quanto rimuove l'umidità per sublimazione senza alterare la struttura della carta.
Questo sta verosimilmente facendo la Polygon Italia, che però non ha terminato il suo lavoro e per questo il Comune ha deciso di rinnovare lo stanziamento a favore della società, sperando che in tutto l’anno quelli che erano nient’altro che mucchi di carte bagnate e appiccicate l’una all’altra, sporche del fango del Bisenzio, tornino a nuova vita e ci raccontino che cosa c’è scritto sopra.
Il grosso dello stanziamento, 40.000 euro, ce lo mette la Regione. Il resto, poco più di 7.000 euro, si impegna a metterlo il Comune di Prato. Il materiale intanto è ancora nelle celle frigorifere del mercato ortofrutticolo di Latina. Non proprio dietro l’angolo, ma evidentemente non si è trovato nulla di più vicino. La società Polygon Italia srl ha sede in via delle Tre Ville a Campi Bisenzio e il materiale deve essere riportato indietro ogni volta per sottoporlo ai trattamenti di restauro.
