La manovra
Terricciola, il nuovo asilo nido è realtà: era un edificio abbandonato – Giani: «Esempio di lavoro di squadra»
Dalla riqualificazione dell’ex centro diurno nasce uno spazio educativo innovativo immerso nel verde. Oltre 800mila euro di investimento
TERRICCIOLA. Un luogo pensato per crescere, imparare e costruire relazioni. Un investimento concreto sulle famiglie, sui bambini e sul futuro dell’intera comunità. È stato inaugurato nel pomeriggio di mercoledì 28 ottobre a Soiana – nel comune di Terricciola - il nuovo asilo nido comunale “Chicco d’Uva”, la moderna struttura educativa per la prima infanzia realizzata in via Chiesa Vecchia grazie a un importante intervento di recupero e riqualificazione dal valore complessivo superiore agli 800mila euro. Alla cerimonia hanno preso parte il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, l’assessora regionale all’Istruzione Alessandra Nardini, il sindaco di Terricciola Matteo Arcenni, l’assessore alla Pubblica Istruzione e al Sociale Adele Cantini, il vicepresidente del Consiglio regionale Diego Petrucci, il consigliere regionale Serena Bulleri, il presidente della Cooperativa Arnèra Alessio Leoncini, l’Ambassador Avanguardie Educative Daniela Pampaloni, la coordinatrice pedagogica comunale Federica Bibbiani e la coordinatrice pedagogica della Zona Pisana Tania Meoni, insieme a numerosi cittadini, famiglie e rappresentanti del territorio che hanno voluto partecipare a quella che è stata vissuta come una vera giornata di festa per l’intera comunità.
Dall’ex centro diurno a spazio per l’infanzia
Il nuovo asilo nido nasce dal recupero dell’ex centro diurno di Soiana, edificio storico progettato dall’ingegner Casarosa tra il 1935 e il 1938 e inutilizzato dal 2014. Oggi quello spazio torna a vivere come luogo dedicato all’educazione, all’inclusione e alla crescita dei più piccoli, con ambienti progettati secondo una moderna visione pedagogica e oltre mille metri quadrati di spazi esterni destinati al gioco e alle attività all’aria aperta. La struttura potrà accogliere fino a 24 bambini da 0 a 3 anni, con possibilità di ampliamento della capacità ricettiva. L’attività educativa prenderà il via entro la fine del 2026 e sono già oltre quindici le iscrizioni registrate. Il nido aderisce inoltre al programma regionale “Nidi Gratis”, misura che contribuirà a sostenere concretamente le famiglie nell’accesso ai servizi per la prima infanzia.
Investire sul futuro
«Con l’inaugurazione del Chicco d’Uva aggiungiamo un tassello fondamentale all’offerta educativa del nostro territorio – spiega il sindaco, Matteo Arcenni –. Investire sulle nuove generazioni significa investire sul futuro della nostra comunità. Dopo aver completato i lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza del plesso scolastico di via del Chianti, oggi consegniamo alle famiglie un’altra opera importante e strategica. È una grande soddisfazione vedere realizzato un progetto che restituisce nuova vita a un edificio storico e che offre ai bambini un ambiente bello, sicuro, innovativo e all’altezza delle sfide educative di oggi e di domani. Ringrazio i nostri uffici comunali e ogni persona che ha contribuito a questa straordinaria pagina di sviluppo del territorio. E ringrazio la Regione, il presidente Giani, i consiglieri e tutti gli esponenti arrivati per il taglio del nastro. Vedervi qui rappresenta davvero motivo di grande soddisfazione».
Lotta alle disuguaglianze
Concetti condivisi anche dall’assessora regionale all’Istruzione Alessandra Nardini, che sottolinea il valore strategico degli investimenti nei servizi educativi per la prima infanzia. «Grazie al presidente Giani e al sindaco Matteo Arcenni. Quando si investe nei bambini si investe nel territorio. La Regione sta dando una spinta reale all’accesso agli asili con il progetto Nidi Gratis che ha permesso di rendere accessibile il servizio a tantissime famiglie. Se i bambini e le bambine frequentano il nido permettiamo loro di accedere al futuro. Il nido è il primo strumento per ridurre le disuguaglianze».
Sinergia tra Regione e Comune
Parole di apprezzamento espresse anche dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che evidenzia la collaborazione tra enti locali e Regione. «Grazie e complimenti all’amministrazione comunale di Terricciola, al sindaco e all’assessora Adele Cantini. Sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla massiccia partecipazione di cittadini e famiglie alla cerimonia inaugurale. Abbiamo bisogno di quello che ha fatto il Comune di Terricciola. La Regione trova le risorse per il welfare e i Comuni creano le strutture: una sinergia che funziona».
Un compleanno speciale
Un passaggio di carattere più personale è invece quello del vicepresidente del consiglio regionale Diego Petrucci, che pone l’accento sulla coincidenza della giornata con il compleanno del primo cittadino Arcenni: «Uno straordinario risultato nel giorno del compleanno del sindaco. Tanti auguri Matteo e tanti auguri Terricciola». Il consigliere regionale Serena Bulleri rimarca il significato sociale dell’investimento. «L’inaugurazione di un nuovo asilo nido è sempre una festa. Ma quando avviene in un paese come Terricciola diventa molto più di un’opera pubblica: è un investimento sul futuro dei bimbi che cresceranno insieme e faranno esperienza in spazi moderni e accoglienti. Un investimento sul futuro della comunità».
Una struttura costruita insieme alla comunità
Parole cariche di soddisfazione anche per l’assessore alla Pubblica Istruzione e al Sociale del Comune di Terricciola, Adele Cantini: «Il mio ringraziamento va a tutti gli uffici comunali per il grande sostegno e la professionalità dimostrati, in particolare a Simona Callai, che ha seguito da vicino questo progetto e la sua realizzazione. Grazie poi a Tania Meoni e Federica Bibbiani dell’Unione Valdera, all’architetto Mao Fusina, che mi ha aiutato a sviluppare la mia idea trasformandola in realtà, e alla cooperativa Arnèra, in particolare ad Alessio Leoncini, Damiana Ragoni ed Emilia Mati, per la preziosissima collaborazione. L’idea alla base degli arredi è stata quella di portare un po’ di spazio esterno all’interno della struttura. Per questo troviamo due alberi al centro del nido e arredamenti realizzati interamente in legno e materiali di recupero, senza l’utilizzo della plastica. Anche per l’area esterna abbiamo fatto una scelta precisa: è una pagina bianca da scrivere insieme. Avvieremo un percorso partecipato aperto a cittadini e studenti, affinché siano proprio la comunità e le nuove generazioni a contribuire a immaginarne e progettarne gli spazi».
Uno splendido “Chicco d’Uva”
Il nome “Chicco d’Uva” richiama profondamente l’identità agricola del territorio e racconta il valore della crescita, della cura e delle relazioni. Come un chicco d’uva che matura all’interno del grappolo, ogni bambino potrà crescere grazie al sostegno della comunità educante composta da famiglie, educatori, istituzioni e territorio. Un simbolo che racchiude la filosofia stessa del progetto: fare del nido non soltanto un servizio, ma un luogo capace di generare comunità, opportunità e futuro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=2cdc86d)