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L’appuntamento

Lepre e Cinghiale, a Selvatelle la super sagra senza tempo: un paese in cucina – Date e novità dell’edizione 2026

di Redazione web

	Torna la Sagra della Lepre a Selvatelle
Torna la Sagra della Lepre a Selvatelle

Un appuntamento che torna a richiamare migliaia di persone in Valdera, con un’edizione ricca di appuntamenti e una tradizione che continua a crescere grazie al lavoro delle associazioni del territorio

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TERRICCIOLA. Un esercito di volontari, le cuoche del paese in azione e i sapori tipici della Toscana autentica che si prendono la scena. A Selvatelle, nel comune di Terricciola, in provincia di Pisa, l’autunno inizia con un profumo preciso: quello della tradizione. Da quasi quarant’anni il paese ai piedi dell’alta Valdera si trasforma in un punto di ritrovo per chi ama la cucina toscana e l’atmosfera delle sagre di paese. Anche quest’anno, nei fine settimana del 26-27 settembre e del 2-3-4 e 10-11 ottobre, torna la Sagra della Lepre e del Cinghiale, un appuntamento che nel tempo è diventato parte dell’identità del territorio.

Dove

La manifestazione si svolgerà negli spazi della Filarmonica San Martino, nel cuore del paese, con un calendario ormai collaudato: cene il venerdì dalle 20:30, il sabato dalle 20, e una doppia possibilità la domenica, pranzo alle 12 e cena dalle 19. Un ritmo che accompagna migliaia di visitatori, attirati non solo dai piatti tipici ma dall’atmosfera familiare che caratterizza la festa.

Una cucina che racconta il territorio

Il menù è il vero biglietto da visita della sagra, costruito attorno a ricette che difficilmente si trovano altrove. Gli antipasti aprono con i crostini di polenta accompagnati da sughi di lepre e di cinghiale, un assaggio che introduce alla tradizione venatoria della zona. I primi piatti sono un omaggio alla cucina toscana: pappardelle alla lepre e pappardelle al cinghiale, affiancate da proposte più semplici come le penne al pomodoro e le penne “Il Gelso”, condite con pomodoro, funghi e salsiccia. Tra i secondi spiccano le preparazioni più legate alla storia gastronomica locale: lepre in salmì con olive, cinghiale in salmì con olive, scamerite e salsicce alla brace, fino alla bistecca di vitello. I contorni, essenziali ma immancabili, includono polenta fritta, patate fritte e fagioli, sia lessi sia all’uccelletto. A chiudere, i dolci della tradizione: cantucci con vin santo e crostata casalinga, un finale che profuma di casa.

Una comunità che lavora insieme

Dietro ogni piatto e ogni serata c’è l’impegno delle associazioni La Selva, Il Gelso e Filarmonica San Martino, insieme a decine di volontarie e volontari che da mesi preparano la nuova edizione. Il loro lavoro permette alla sagra di accogliere migliaia di persone e di far conoscere, anno dopo anno, il volto più autentico della cucina toscana. Partecipare alla sagra significa immergersi nella vita di un paese che, dal 1988, ha trasformato un evento gastronomico in un simbolo di comunità. Selvatelle non offre soltanto buon cibo: offre un modo di stare insieme che racconta la storia di un territorio e la passione di chi lo vive ogni giorno.

Prenotazioni

Per informazioni e prenotazioni: 331 3835268

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