Il Tirreno

Pontedera

L’omicidio

Ucciso con la pistola a Montecalvoli: come è morto Kevin Muharremi – L’autopsia e la ricostruzione della vicenda

di Lorenzo Carducci

	La zona del delitto (foto Stick) e la vittima
La zona del delitto (foto Stick) e la vittima

Il 25enne albanese residente a Fucecchio è stato vittima dell’omicidio avvenuto nella notte dello scorso 14 febbraio in viale della Repubblica a Montecalvoli: il presunto killer è Renato Xyke, 20enne albanese

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SANTA MARIA A MONTE. È stato un unico proiettile - dei vari sparati con la Beretta semiautomatica calibro 6,75 - a uccidere Kevin Muharremi, 25enne albanese residente a Fucecchio, vittima dell’omicidio avvenuto nella notte dello scorso 14 febbraio in viale della Repubblica a Montecalvoli.

Il proiettile letale

Un proiettile che lo ha colpito alla gola, nella parte destra, provocandogli lesioni gravissime al rachide cervicale e poi compromettendo il midollo spinale all’altezza delle vertebre C2 e C3, con conseguente interruzione delle vie nervose, paralisi respiratoria ed emorragia interna a determinare la morte del 25enne. Lo stabilisce il dottor Marco Di Paolo nella sua relazione medico legale sulle cause della morte, il documento (depositato in questi giorni) nel quale sono esposti i risultati dell’autopsia effettuata il 13 marzo dal professionista, che dopo aver accertato il decesso di Muharremi il giorno dell’omicidio è stato incaricato di svolgere il successivo esame sulla salma dal sostituto procuratore della Repubblica di Pisa Fabio Pelosi, titolare dell’indagine.

Il presunto killer

Il presunto killer è Renato Xyke, 20enne anche lui albanese di Santa Maria a Monte (difeso dall’avvocato Giuseppe Carvelli), in carcere dal giorno dell’agguato letale, detenuto ad Arezzo dov’era stato intercettato in fuga con la famiglia al volante dello stesso Range Rover Evoque dal quale non ha negato di aver sparato in direzione di Muharremi, a sua volta seduto nel posto del passeggero a bordo del Fiat Doblò bianco nel quale è stato ritrovato privo di vita.

Cosa è successo

Il tragico climax di una faida che aveva occupato tutta la serata e che forse - indagano gli inquirenti - si era originata da tempo. Qualche ora prima degli spari, tra il presunto killer e la vittima coi rispettivi gruppi c’era stata una violenta lite, scoppiata all’interno di un pub alle Capanne di Montopoli e proseguita nel parcheggio. Poi tra le due fazioni ci sarebbero stati contatti telefonici, fino a quello che si è rivelato un vero e proprio appuntamento mortale in viale della Repubblica. Il decesso della vittima sarebbe avvenuto alle 5,25, circa mezzora prima della sparatoria, con in mezzo la chiamata disperata ai soccorsi da parte degli amici di Kevin e i tentativi di rianimazione dei sanitari intervenuti. Il proiettile letale, nel corpo del 25enne, è stato trovato non lontano da dove era entrato, bucando il giubbetto nero indossato dalla vittima: l’ogiva - un ovale dorato di 6 millimetri per 9 e alto un centimetro, si è collocata in posizione laterale e posteriore rispetto alla seconda vertebra cervicale. Muharremi è stato raggiunto anche da un altro proiettile, che lo ha preso di striscio tra l’avambraccio e il polso destro. Una ferita che il medico legale ritiene ininfluente rispetto alla morte della vittima. Gli spari sono stati sicuramente più di sei, corrispondenti ai fori rimasti sulla carrozzeria anteriore del Doblò. In ogni caso Xyke non è l’unico indagato: in auto con lui c’era anche un 18enne albanese residente a Montecalvoli, al momento libero, che negli scorsi mesi si è presentato spontaneamente in Procura col suo avvocato Giulio Parenti per raccontare la propria versione dei fatti. Nel frattempo le indagini proseguono, in attesa che il quadro sia sufficientemente chiaro da poter passare all’udienza preliminare.

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