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L’omicidio

Santa Maria a Monte, 25enne ucciso all’alba: il sospettato cede e racconta cosa è successo nel delitto di San Valentino

di Lorenzo Carducci

	I rilevi a Montecalvoli, Kevin Muharremi (in alto) e Renato Xyke (in basso)
I rilevi a Montecalvoli, Kevin Muharremi (in alto) e Renato Xyke (in basso)

Renato Xyke, ventenne di Montecalvoli, ha ricostruito davanti al pm i momenti che hanno portato alla morte di Kevin Muharremi, mentre gli inquirenti valutano i possibili legami con altre violenze nella zona

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SANTA MARIA A MONTE. Durante le quasi due ore di interrogatorio, a distanza di due settimane e mezzo dall’omicidio, Renato Xyke non ha negato di essere stato lui ad aver sparato a Kevin Muharremi, 25enne albanese residente a Fucecchio. Quella del 20enne albanese fermato in autostrada ad Arezzo mentre fuggiva il giorno stesso del delitto, avvenuto in viale della Repubblica a Montecalvoli all’alba di San Valentino, si avvicina a un’ammissione di responsabilità.

La versione fornita in Procura

Portato in Procura a Pisa dal carcere di Arezzo dove si trova in stato di custodia cautelare, nel pomeriggio di martedì 3 marzo il presunto killer, difeso dall’avvocato di fiducia Giuseppe Carvelli, ha risposto alle domande del sostituto procuratore Fabio Pelosi, titolare dell’inchiesta, e fornito la sua versione, sulla quale vige il più stretto riserbo. Nei suoi confronti verrà rinnovata in questi giorni la misura cautelare del carcere, un passaggio doveroso dopo che l’autorità giudiziaria aretina ha trasmesso gli atti a quella pisana.

Le indagini e la lite precedente al delitto

Nel frattempo le indagini vanno avanti, anche alla luce delle risposte e della ricostruzione fornite dal 20enne residente a Montecalvoli accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Quella sera, prima dei colpi sparati dal Range Rover Evoque in direzione del Fiat Doblò bianco a bordo del quale la vittima sarebbe stata in compagnia di due amici, sul sedile accanto a quello del conducente, tra i gruppi di Xyke e Muharremi c’era stata una violenta lite. Che era scoppiata all’interno di un locale alle Capanne di Montopoli e proseguita nel parcheggio, con Xyke che avrebbe urtato la vittima con l’auto in segno di sfida, con un’apposita manovra in retromarcia.

L’appuntamento mortale e la ricerca del movente

Poi tra le due fazioni ci sarebbero stati contatti telefonici, fino a quello che si è rivelato un vero e proprio appuntamento mortale in viale della Repubblica, poco dopo le 4, 30. Ma le attenzioni degli inquirenti non si limitano solo a quella notte, alla ricerca dell’origine di una faida che consentirebbe di dare una spiegazione più chiara al movente.

Possibili collegamenti con altri episodi violenti

Il delitto di Montecalvoli potrebbe essere collegato a una sparatoria avvenuta nei mesi scorsi nei pressi del bar Livorno a Pisa. Non è escluso che l’arma usata per l’omicidio – una Beretta semiautomatica calibro 7, 65 detenuta illegalmente e trovata vicino alla casa di Xyke – sia stata la stessa usata anche a Pisa. L’arma sarebbe stata rubata in provincia di Firenze e poi ceduta all’albanese arrestato. Non sarebbero invece state trovate armi sull’auto su cui viaggiava la vittima. Inoltre, carabinieri e Procura stanno cercando di verificare non solo i collegamenti con l’episodio avvenuto a Pisa ma anche con un incendio avvenuto nell’autolavaggio di Fucecchio che la vittima gestiva assieme al fratello.

Gli altri indagati e il puzzle investigativo

Oltre al presunto killer, risulta indagato anche un 18enne che si trovava a bordo del Range Rover al momento del delitto (con loro ci sarebbe stato anche un minorenne) e che accompagnato dai carabinieri dall’avvocato Giulio Parenti si è dichiarato all’oscuro del fatto che l’amico avesse con sé una pistola e che volesse usarla. Adesso per gli inquirenti si tratta di completare il puzzle.

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