Pontedera, malore dopo il corso di nuoto: 62enne salvato col defibrillatore
Provvidenziale l’intervento di un’istruttrice e di suo figlio
PONTEDERA. Senza il contributo di tutte le persone che erano presenti lunedì sera nella piscina comunale di Pontedera, e il loro prezioso gioco di squadra, le speranze di sventare la tragedia sarebbero state ben poche. Questione di attimi: una piccola esitazione, una manovra sbagliata, e quella che doveva essere una serata di nuoto e sport come tutte le altre si sarebbe probabilmente trasformata nel dramma. Invece il lucido e tempestivo intervento da parte di più persone, ciascuna per quello che poteva, ha permesso di evitare il peggio e salvare la vita di un uomo di 62 anni che aveva accusato un malore, andando in arresto cardiaco.
Sono da poco passate le 21 di lunedì sera quando nella piscina comunale di via della Costituzione si avvicendano gli ultimi corsi. Finito quello di nuoto, arriva il momento del Centro subacquea Pontedera di Roberto Galli. Nemmeno il tempo di iniziare che all’interno dell’impianto scatta l’allarme. Un utente del corso di nuoto precedente si è sentito male negli spogliatoi, accasciandosi su alcuni compagni mentre si stava asciugando i capelli dopo aver fatto la doccia. Si teme il peggio, e si cerca qualcuno che abbia le competenze e il vissuto per intervenire.
È in questo momento che l’istruttrice Paola Salvini e suo figlio Edoardo Salvadori – formati per il soccorso e all’utilizzo del defibrillatore (la prima è volontaria della Misericordia) – capiscono che c’è urgente bisogno di loro. Nell’attesa che arrivi al più presto l’ambulanza inviata dal 118, nel frattempo chiamato dal personale della piscina.
«Siamo corsi subito negli spogliatoi dove c’era questo signore disteso, che aveva perso conoscenza, era andato in arresto cardiaco – racconta Paola – Così ho cominciato a praticargli il massaggio cardiaco dandomi il cambio con un signore del gruppo di apnea e detto a mio figlio di andare a prendere il DAE (Defibrillatore automatico esterno, nella piscina comunale ce ne sono tre, ndr). Quando è arrivato mi sono asciugata velocemente e abbiamo attivato il defibrillatore, che ha avvisato che avrebbe dato la scarica. Poi per fortuna sono arrivati i soccorritori e hanno continuato loro, anche perché ero ancora un po’ bagnata e mi dovevo allontanare dallo strumento».
L’operazione va avanti ancora alcuni secondi che sembrano interminabili, fino a quando l’uomo si riprende. I battiti e il respiro sono regolari, tutti possono tirare un enorme sospiro di sollievo. «Era cosciente – ripercorre ancora quei momenti Paola Salvini – gli hanno chiesto dove avesse le chiavi della macchina e lui ha risposto subito che erano nella borsa».
Una volta stabilizzato, il 62enne è stato portato per accertamenti all’ospedale di Cisanello, in emodinamica. Non appena la famiglia ha saputo come sono andate le cose, non ha esitato a ringraziare gli angeli custodi che lo hanno salvato e in generale la piscina a nome di tutti coloro che si sono spesi per il lieto fine. «I ringraziamenti fanno certamente piacere – commenta Paola – ma in questi casi intervenire è un dovere. Sono contenta che sia andato tutto bene».
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