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Castagne, nel Pistoiese raccolta in calo: colpa di una malattia ma la farina sarà di qualità

di Carlo Bardini
Castagne, nel Pistoiese raccolta in calo: colpa di una malattia ma la farina sarà di qualità

Il caldo estivo e la malattia della "fersa" tagliano le quantità della produzione. Prezzi invariati sui 15-16 euro al chilo e fine settimana di festa con la rassegna

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SAN MARCELLO. La castagna di quest’anno sulla Montagna pistoiese sarà molto dolce ma in forte calo nelle quantità: oltre il 30% in meno. Le cause principali sono il caldo estivo e la “fersa” (o nebbia del castagno), malattia fungina causata dall’ascomicete Mycosphaerella maculiformis. Si manifesta con piccole macchie rosse e conseguente disseccamento e può interessare anche i ricci. Lo afferma Ugo Bugelli, referente della “Rete castanicoltori Slow Food” e dell’associazione Castanicoltori Montagna Pistoiese, che ha già iniziato la produzione di farina dolce nella struttura di Piteglio. Una tendenza opposta allo scorso anno, quando la raccolta fu estremamente abbondante.

«Quella di questo autunno è una stagione difficile – spiega Bugelli – per la castagna. Quelle che sono arrivate a maturare sono molto dolci, ma le quantità, se guardiamo al trend classico, registrano un 30% e poco oltre di meno». Il discrimine sta nell’altitudine: sopra gli 800 metri i risultati cambiano, anche se non in maniera sostanziale.

«I castagneti sopra gli 800 metri sul livello del mare – aggiunge Ugo Bugelli – hanno risentito poco della malattia “fersa” in confronto a quelli più bassi. In questi casi, anche se le piogge estive non sono del tutto mancate, il caldo è stato davvero eccessivo. Pensiamo che spesso è accaduto che i castagni sono stati per quasi 12 ore al giorno ad una temperatura intorno ai 28 gradi. Inoltre c’è da considerare che a settembre non ha mai piovuto e questo non ha aiutato la corretta maturazione del frutto. Forse se ci fosse stata un po’ di pioggia in questo mese, qualcosa in più sarebbe nato».

Pochi ricci, quindi, hanno completato la maturazione, con una conseguente riduzione della raccolta. Ma, come sottolinea Bugelli, le castagne non colpite dalla malattia fungina sono belle e dolci.

«Queste caratteristiche della castagna – prosegue – daranno anche una farina di qualità. Personalmente ho già iniziato il processo per farla nella struttura di Piteglio ma a giorni sarà attiva anche quella di Popiglio». Il prezzo della farina dolce sembra stabile rispetto allo scorso anno, sui 15/16 euro al chilo.

Come ogni autunno la castagna, il suo habitat e l’indotto turistico ed economico saranno al centro della Rassegna della castanicoltura, sabato 24 e domenica 25 a Cutigliano, a cura della Pro loco e in collaborazione con Slow Food Montagna Pistoiese.

«Come associazione saremo presenti – conclude Bugelli – anche noi con un incontro pubblico che si intitolerà “Prospettive per la castanicoltura nella Montagna pistoiese”. Fra i vari argomenti proposti parleremo anche del sistema di gestione del marchio collettivo “La dolce farina di castagne – Montagna Pistoiese”. Saranno presenti esperti del settore e sarà fatta una tavola rotonda sulle prospettive della castanicoltura nella Montagna pistoiese».


 

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