Il Tirreno

Pistoia

La sentenza

Pistoia, mesotelioma legato all’amianto: maxi risarcimento per l'ex elettricista delle Ferrovie

di Giancarlo Fioretti

	Da sx Grassini presidente regionale Anmil, Bartoletti e Maurizio Nerini con la moglie
Da sx Grassini presidente regionale Anmil, Bartoletti e Maurizio Nerini con la moglie

Il racconto di Maurizio Nerini, 76 anni: «Chiedevo protezioni per le polveri ma non sono stato ascoltato. Mi sono affidato ad Anmil»

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PISTOIA. «Sono soddisfatto non tanto per l'importo del risarcimento che mi è stato riconosciuto dalla sezione lavoro del tribunale ordinario di Pistoia, che ammonta a molte decine di migliaia di euro, quanto per il principio stabilito dalla sentenza, che condanna "senza se e senza ma" chi fa lavorare i propri dipendenti privi di condizioni di sicurezza».

A dirlo è Maurizio Nerini, 76 anni di Pistoia, ex elettricista delle ferrovie a cui anni fa fu diagnosticato un mesotelioma polmonare contratto per cause di servizio. Grazie all'Anmil (Associazione nazionale mutilati e invalidi sul lavoro), a cui si era rivolto alcuni anni fa, riuscì in un primo momento a vedersi riconoscere una rendita mensile dall'Inail dovuta all'esposizione all'amianto.

Grazie a una successiva azione legale, patrocinata dall'avvocato dell'associazione, Nerini ha potuto ottenere anche un cospicuo esborso che, a quanto pare, è il più consistente mai versato a Pistoia per una causa di lavoro. «Sono entrato nelle Ferrovie quando avevo 22 anni – dice Nerini – e ho sempre svolto mansioni legate alla manutenzione delle componenti elettroniche e delle cabine di trasformazione dell'elettricità.

Le lavorazioni che venivano effettuate mi hanno esposto per anni al contatto con polveri di varia natura, fra cui quella dell'amianto. Più volte ho fatto notare che questo poteva costituire un pericolo ma, malgrado le mie osservazioni, non sono mai stato dotato di alcuna protezione».

Nerini ha stretto i denti per anni poi, quando gli mancavano ancora alcuni anni per approdare alla pensione, decide di dire basta a quel lavoro insalubre. Si dimette ma, nel secondo tempo della sua esistenza, non trova la serenità che avrebbe meritato. «Avevo troppo speso la tosse e il respiro affannato – dice con voce velata di tristezza – e seguendo il consiglio di mia moglie, ho deciso di voler vedere chiaro nelle mie reali condizioni di salute».

In questo frangente così delicato della sua vita, entra quindi in scena l'Anmil, l'Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro di cui il pistoiese Alessandro Grassini è il presidente regionale oltre che il referente territoriale. «Nel 2017 – dice Simonetta Bartoletti, della segreteria provinciale dell'Anmil nonché ex sindacalista Cgil di lungo corso – ci prendemmo in carico la situazione di Nerini, che entrò nel percorso di screening per coloro che, nella vita lavorativa, erano stati esposti a sostanze nocive come l'amianto. La diagnosi fu terribile in quanto gli fu diagnosticato un mesotelioma già in stato avanzato».

Nerini però non si perse d'animo e affrontò le cure con forza e determinazione. «Nella clinica universitaria di Verona dove sono stato curato ho subito un intervento chirurgico che mi ha salvato la vita – dice sorridendo – e da allora affronto sempre l’esistenza col sorriso sulle labbra».

Le strade di Nerini e dell'Anmil, che in verità non si erano mai separate da quando l'ex elettricista entrò nell'orbita dell'associazione, tornano a coincidere in pieno nel 2021 quando Nerini si reca negli uffici dell'associazione per sbrigare alcune pratiche burocratiche. «Quando mi trovai davanti Maurizio Nerini – prosegue Simonetta Bartoletti – lo convinsi a intraprendere un percorso teso a ottenere un risarcimento in sede civile. Sempre di comune accordo con il presidente Grassini, lo abbiamo indirizzato al nostro ufficio legale, e in seguito lo abbiamo accompagnato durante tutto il percorso che è culminato con il mega risarcimento ottenuto dopo tre anni dall'inizio della causa. Nerini era disponibile al patteggiamento a 250mila euro – spiega Bartoletti – Ferrovie non ha risposto. Siamo andati avanti, e il giudice ha deciso il 21 aprile per un risarcimento maggiore». La cifra non viene indicata. È il principio quello che conta.

Un invito ai lavoratori a non sottrarsi ai percorsi di screening divenuti prassi proprio grazie alle pressioni di Anmil viene poi dallo stesso presidente regionale Grassini. «Tre anni fa – conclude Grassini – firmammo un protocollo che coinvolgeva sia l'Inail che i sei Comuni italiani più esposti all'amianto (fra cui Pistoia e Quarrata) in un percorso di screening rivolto a quei lavoratori che erano stati sposti a lungo all'amianto.

Mandammo ben 1.200 lettere di invito a cui però sono seguite solo 6 risposte. Questo perché molto spesso i lavoratori hanno paura di affrontare un'eventuale diagnosi infausta. Il mesotelioma può infatti restare dormiente anche per più di vent'anni prima di manifestarsi in tutta la sua aggressività. Come presidente di Anmil chiedo quindi ai lavoratori uno scatto di coraggio nel sottoporsi a eventuali controlli mirati, che poi è un atto di coscienza civile».

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