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Pistoia, muore a 54 anni: lo schianto, l’ospedale, la lotta e la tragedia – Chi era Federico, travolto sul raccordo

di Tiziana Gori

	Il punto dello schianto e la vittima
Il punto dello schianto e la vittima

L’uomo è deceduto dopo ore di tentativi disperati: il quartiere delle Casermette piange un uomo amato, tecnico stimato e presenza preziosa del Carnevale pistoiese

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PISTOIA. Troppo gravi le emorragie interne riportate nell’incidente. Oltre ai vari traumi dovuti all’impatto tra l’auto e la sua moto, una Ducati, e la successiva caduta. Nonostante i tentativi dei sanitari e numerose trasfusioni, il cuore di Federico Baldesi ha cessato di battere all’alba di domenica 8 marzo nella rianimazione dell’ospedale San Jacopo. Avrebbe compiuto 54 anni il prossimo 15 aprile.

Un pomeriggio tra amici trasformato in tragedia

Quello che doveva essere un sereno pomeriggio in moto per tre amici, di cui due fratelli, si è trasformato in una tragedia che ha lasciato attonito il quartiere delle Casermette, dove Federico e il fratello maggiore Giancarlo sono nati e cresciuti.

Le indagini della polizia municipale

La dinamica dell’incidente è in fase di ricostruzione da parte della polizia municipale di Pistoia, intervenuta sul raccordo sabato pomeriggio per i rilievi. Gli esiti dei rilievi saranno consegnati in giornata al pm di turno. Nei confronti della donna alla guida dell’utilitaria con cui si è scontrata la Ducati di Baldesi sarà aperto, come da prassi in questi casi, un fascicolo per omicidio stradale.

L’impatto sul raccordo

L’incidente è avvenuto intorno alle 14,30 sulla carreggiata nord del raccordo, in direzione di Capostrada. Dalla ricostruzione dei vigili in base alle testimonianze rese l’auto si sarebbe immessa sul raccordo dallo svincolo di Pistoia centro, andando poi nella corsia di sorpasso. In quel momento, sempre in direzione di Capostrada stavano sopraggiungendo tre moto. Le Ducati dei fratelli Federico e Giancarlo Baldesi e quella di un amico. Federico era il primo dei tre. La Ducati di Federico Baldesi ha urtato con la parte anteriore contro lo spigolo posteriore sinistro dell’utilitaria. Il centauro è stato sbalzato sull’asfalto. Il fratello e l’amico hanno immediatamente chiamato i soccorsi.

I soccorsi e il peggioramento

Il raccordo è stato chiuso al traffico per diverse ore per consentire i soccorsi e i successivi rilievi. All’inizio Baldesi era cosciente, sembra che abbia chiesto cos’era successo. Poi la situazione è andata rapidamente peggiorando. Sul posto, allertate dal 118, si sono dirette l’automedica e un’ambulanza d’emergenza della Misericordia di Pistoia. Il motociclista, che indossava regolarmente il casco, presentava vari traumi, tra cui la frattura del bacino È stato anche valutato il trasferimento a Careggi con l’elisoccorso Pegaso, ma la vicinanza del San Jacopo ha fatto optare per l’immediato trasferimento all’ospedale cittadino.

Le ultime ore in ospedale

«Ci hanno raccontato – spiega Alessandro Sabella, assessore al turismo e amico di famiglia – che fino all’una di notte gli sono state praticate numerose trasfusioni. Purtroppo c’erano delle emorragie interne. Ha lottato, ma è stato dichiarato morto all’alba». E quella che poche ore era una giornata di gioia per Pistoia, vittoriosa in Coppa Italia con la sua squadra di calcio, si è trasformata in una giornata di lutto.

Un altro lutto per la città

«Non sono giorni semplici per la città – commenta Sabella – oggi (ieri, ndr) sono andato a dare l’ultimo saluto a Francesco Lassi alle cappelle mortuarie, prima della cerimonia funebre a Pietrasanta». Francesco Lassi è l’agente di commercio ucciso alcuni giorni fa a Livorno da Luigi Amirante, che si era presentato allo studio dove Lassi effettuava compravendite di preziosi sotto falso nome.

Chi era Federico Baldesi

Federico Baldesi lascia il fratello e la compagna. Non aveva figli. Ingegnere elettronico, lavorava con il fratello Giancarlo, perito industriale, nello studio associato di via Benvenuto Cellini, a Sant’Agostino, specializzato nella progettazione di impianti elettrici. «Collaborava – spiega Sabella – con lo studio del geometra Savasta, che cura il piano della sicurezza del carnevale. Federico si occupava dell’impianto elettrico».

Il ricordo del Rione del Grifone

«Da quattro anni – conferma Massimiliano Bucci, presidente del Rione del Grifone – Federico era una presenza costante nello staff che curava il piano per la sicurezza del carnevale. Lo conoscevo bene, sia lui che il fratello Giancarlo, che fa parte della Compagnia dell’Orso. Sono entrambi originari delle Casermette, come me. La voce si è diffusa rapidamente nel quartiere». Estremamente affabile, una persona «di compagnia», Federico, che al di fuori del lavoro amava stare con gli amici e cavalcare il vento con la sua moto. Sabato per l’ultima volta.

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