Pistoia, centrosinistra nel caos: la corsa alle elezioni tra litigi, fughe e “minacce” – Cosa sta succedendo
La scelta della data per le primarie paralizza il campo progressista: veti incrociati, scadenze che incombono e la minaccia concreta di una nuova frattura a sinistra mentre il centrodestra resta già in ordine di marcia
PISTOIA. Lo scontro sulla data delle primarie a Pistoia sta portando il centrosinistra verso la rottura definitiva. Il tavolo di coalizione, convocato nella mattina di domenica 8 marzo alla Casa del popolo di Bonelle, non è riuscito infatti a stabilire il giorno del loro svolgimento.
Le due proposte
Se infatti Avs e Sinistra civica ecologista hanno indicato domenica 29 marzo come la finestra temporale più idonea, tutti gli altri partiti del campo largo, Pd in testa, hanno invece proposto per le operazioni di voto domenica 12 aprile. Il tavolo, formatosi alle 10 del mattino, si è sciolto quindi all'ora di pranzo rinviando ogni decisione definitiva alla decisiva riunione di martedì 10 marzo quando tornerà a riunirsi sempre alla casa del popolo di Bonelle.
Il ruolo del Pd e la nuova segreteria
In quest'occasione, il Pd si presenterà con il nuovo segretario dell'Unione comunale, la cui elezione è prevista per la sera d lunedì 9 marzo al circolo Arci di Santomato. A far pressione per rinviare la data delle consultazioni interne al centrosinistra a domenica 12 aprile, i vari partiti riuniti sotto il tetto di Casa riformista e, soprattutto, i settori del Pd pistoiese schierati senza se e senza ma a favore della candidatura di Stefania Nesi, decretata dal voto schiacciante dell'assemblea comunale del partito di due settimane fa. Possibilista sulla data del 29 marzo si è però espresso il segretario provinciale del Pd Marco Mazzanti.
La posizione del Movimento 5 Stelle
Non ha preso posizione su questa querelle il Movimento cinque stelle, contrario per principio alle primarie di coalizione ma non ostile al loro svolgimento in qualsiasi data dovrà essere decisa.
Momenti di tensione al tavolo
Momenti particolarmente concitati si sono avuti quando la proposta di votare il 12 aprile è stata presentata. I rappresentanti di Avs e di Sce hanno minacciato di abbandonare seduta stante il tavolo, ritenendola irricevibile. A loro parere infatti scegliere il 12 aprile come giorno per votare alle primarie significa perdere tempo prezioso, sottraendolo invece alla campagna elettorale contro il centrodestra attualmente al governo della città.
Le scadenze istituzionali e il rischio di ritardi
Fra le obiezioni mosse, anche quella dei tempi super ristretti rispetto alle scadenze istituzionali, che indicano in venerdì 24 aprile l'ultimo giorno utile disponibile per la presentazione dei candidati sindaco e delle liste dei partiti e movimenti a loro sostegno. Mentre nel centrodestra, fanno notare Avs e Sce, tutto è già deciso da tempo e quella data viene vista come una pura e semplice formalità, a sinistra non sarebbe possibile allestire l'intera macchina da guerra in soli 12 giorni.
La possibile rottura della coalizione
Sarà comunque la riunione di questa sera delle direzioni congiunte di Avs e Sce a decidere come orientare la bussola politica nel caso in cui, molto probabile peraltro, il nuovo segretario dell'unione comunale del Pd ponga come condizione irrinunciabile per lo svolgimento della consultazione la data del 12 aprile. In tal caso, l'opzione più probabile è quella della rottura.
L’ipotesi di un candidato alternativo
Avs e Sce abbandonerebbero infatti il tavolo e presenterebbero un proprio candidato sindaco cercando di coagulare una coalizione comprendente anche altri partiti e movimenti di sinistra. Si andrebbe quindi a ripetere la stessa situazione del 2022, vanificando quindi quel processo di unità a sinistra che pareva raggiunto qualche settimana fa con l'individuazione della candidatura dell'ex assessore alla Cultura Giovanni Capecchi.
Il nodo Capecchi
Quest'ultimo peraltro, non dovrebbe essere della partita visto che alla debordante assemblea tenutasi sabato 28 febbraio alla sala capitolare del convento di San Domenico, espresse la sua indisponibilità a candidarsi in alternativa al centrosinistra ufficiale. La sinistra radicale quindi dovrebbe trovare in corsa un nuovo candidato sindaco o convincere Capecchi a mollare ogni remora e a gettarsi nella mischia.
Le ragioni dei sostenitori di Stefania Nesi
Dal canto loro invece, coloro che sostengono la candidatura di Stefania Nesi fanno notare che la data del 29 marzo è troppo ravvicinata visto che, la settimana precedente, è in programma il referendum sulla giustizia. Questa scadenza elettorale è infatti molto sentita soprattutto dal Pd, che non vorrebbe veder sottratte energie preziose alla campagna referendaria in favore delle primarie di coalizione.
Il calendario e la “data ultima”
Tenuto conto poi che domenica 5 aprile coincide con la Pasqua, la data del 12 aprile sembra assumere l'immagine simbolica dell'ultima spiaggia. A forzare la rottura definitiva a sinistra, potrebbe poi essere la constatazione, da parte soprattutto della nuova segreteria cittadina del Pd che si materializzerà stasera, che per fare le primarie ormai manca il tempo materiale e che, quindi, l'unica strada percorribile sia quella della candidatura di Nesi. L'unica certezza in questo scenario da thriller, è quella che la risoluzione di questo giallo avverrà giocoforza in questa settimana.
