Giorgio Perinetti: «Irreprensibile e determinato, questo è Oscar Hiljemark»
Il nuovo allenatore raccontato dall’esperto direttore sportivo Perinetti: «Lo presi al Genoa perché era un giocatore duttile e un professionista serio»
PISA. Serietà, duttilità, voglia continua di imparare e cercare di migliorarsi. Secondo Giorgio Perinetti sono queste le doti principali di Oscar Hiljemark. L’esperto direttore sportivo, oggi in serie D all’Athletic Palermo, ha lavorato con il nuovo allenatore nerazzurro ai tempi del Genoa. È stato proprio Perinetti a prendere Hiljemark nel mercato di gennaio del 2017 dal Palermo.
Perinetti, ha qualche ricordo particolare di quel periodo al Genoa?
«Hiljemark lo seguivo già al Palermo. Quando ero direttore sportivo del Genoa chiesi con insistenza a Preziosi se potevamo prenderlo perché in quel momento era un centrocampista che poteva darci una certa affidabilità e solidità in mezzo al campo. Si confermò un giocatore duttile e un professionista serio. Ho davvero un ottimo ricordo di lui».
Si intuiva che poteva fare la carriera di allenatore?
«Questo non posso dirlo, era molto giovane. So che ha iniziato ad allenare subito dopo il ritiro dal calcio giocato. Sono contento che il Pisa gli abbia dato questa possibilità. Sono stati bravi e coraggiosi a puntare su un tecnico di appena 33 anni. Quando trovi un ragazzo che non si fa problema a restare più tempo al campo, che ci mette serietà, irreprensibilità, determinazione hai sicuramente scelto la persona giusta sotto il profilo umano. Sono curioso di vedere cosa riuscirà a fare sulla panchina del Pisa».
Dalla partita di Verona, secondo lei, che indicazioni vanno tratte?
«Penso sia stata una partita particolare. Con due allenatori all’esordio in serie A e con le squadre ultime in classifica. Lo 0-0 è sembrato quasi inevitabile visto che ci sono state poche occasioni da entrambe le parti. Non era semplice avere subito un impatto sulla squadra anche perché Oscar ha conosciuto il calcio italiano da giocatore qualche anno fa. Anche per lui è tutto nuovo visto che fino alla scorsa settimana allenava in Svezia».
Ora il Pisa e Hiljemark sono attesi da una sfida sulla carta proibitiva contro il Milan: che partita bisogna aspettarci?
«Nonostante il pragmatismo di Allegri, il Milan è una squadra che soffre molto con le neopromosse. Ha perso con la Cremonese, ha pareggiato con Pisa e Sassuolo. Sarà difficile, ma stavolta sono curioso di vedere anche quale contributo possono dare i nuovi acquisti».
Che mercato è stato per il Pisa?
«Penso che la società abbia fatto sforzi importanti a cominciare dall’aver trattenuto Tramoni, che era richiesto dal Palermo. L’impatto su una squadra non è mai semplice per chi arriva a gennaio. Ma credo che questi cinque giocatori abbiano qualità importanti e possano fare bene in una piazza che conosce bene il calcio e sa essere trascinante anche nei momenti difficili».
Come giudica l’esperienza di Gilardino in questi mesi a Pisa?
«Ha avuto più sfortuna che colpe. La squadra ha vinto una sola partita, ma spesso ha giocato bene mettendo in difficoltà anche le grandi. Purtroppo nel calcio è sempre l’allenatore a pagare per primo».
Per il Pisa la salvezza è una missione impossibile?
«Credo che con 14 gare ancora da giocare siano ancora tutte in gioco, Pisa compreso. La lotta in coda è condizionata dal cammino nettamente al di sotto delle aspettative della Fiorentina. Questo rende la situazione molto più incerta».
Come sta andando l’ex nerazzurro Lores Varela nell’Athletic Palermo?
«Mi parla in continuazione di quanto si sia trovato bene a Pisa. A 34 anni ha ancora la voglia di giocare di un ragazzino. Per me è il giocatore più forte nel nostro girone I di serie D».
