Fisco
Pisa, baby gang assalta il minimarket e aggredisce il titolare: «Danni e furti, abbiamo paura»
Il proprietario del negozio è stato prima aggredito da un ragazzo che tentava di rubare, poi l’assalto con bottiglie e lancio di oggetti (tra cui una bicicletta) da parte di un gruppo di giovanissimi
PISA. Insulti, sputi e una bicicletta scagliata contro la vetrina con il chiaro obiettivo di arrecare danni all’attività commerciale. E poi il lancio di bottiglie e oggetti. Un vero e proprio assalto, compiuto da un gruppo di giovanissimi nella tarda serata di sabato, preceduto da un’aggressione al titolare dopo un tentativo di furto all’interno del negozio. Non un episodio isolato, ma l’ennesimo atto di una lunga scia di violenze – verbali e fisiche – subita da Abdul Ali, 29 anni, titolare dal 2016 di un minimarket in via Carducci. «Non sono il solo a subire periodicamente furti e aggressioni – dice –. Tanti altri minimarket sono finiti nel mirino di gruppi di giovanissimi: forse perché ci considerano vulnerabili e indifesi. Rubano, insultano e provocano danni: qualche volta lo fanno per filmarsi e postare i video sui social network».
Un’aggressione, quella di sabato, iniziata poco dopo le 22 quando tre ragazzi sono entrati nel negozio urlando e insultando il 29enne. Uno preleva alcune bevande da un frigo, un altro inizia a lanciare a terra oggetti esposti sugli scaffali. Alle rimostranze del titolare, il giovane reagisce colpendolo con un pugno al volto. Poi la minaccia: «Torniamo». Una minaccia che si è concretizzata dopo poco un’ora, quando un gruppo di una decina di giovanissimi si è avvicinato all’ingresso del negozio. Dopo sputi, insulti e minacce, alcuni hanno iniziato a lanciare bottiglie di vetro e vari oggetti contro il titolare. Infine, una bicicletta scagliata contro la porta di ingresso. Due, tre minuti di terrore con il 29enne barricato all’interno del negozio. «I danni, questa volta, sono stati limitati, ma ho avuto paura – dice –. E ho sempre paura quando nel negozio arrivano questi gruppi: se tento di fermarli la reazione è sempre violenta, ma devo anche difendermi dai continui furti. Ho installato un sistema di videosorveglianza all’avanguardia per cercare di prevenire determinati episodi. Quando avverto un pericolo, avviso della presenza delle telecamere, ma non serve a nulla». Sul posto la polizia, che ha avviato le indagini per risalire agli autori del raid.
«Quello che è accaduto in via Carducci non può essere liquidato come una semplice “ragazzata” – sottolineano Luigi Sofia, capogruppo Sinistra unita, Andrea Aretini, coordinatore di Sinistra italiana Pisa, e Anna Più, coordinatrice provinciale di Sinistra italiana –. È un episodio che deve preoccuparci e interrogarci. Quando a compiere gesti di questo tipo sono dei ragazzi, la risposta non può essere soltanto di ordine pubblico. C’è anche una questione culturale ed educativa enorme. E la politica è chiamata direttamente in causa. Da tempo assistiamo allo sdoganamento di un linguaggio fondato sulla forza, sulla sopraffazione, sulla provocazione continua. Quando esponenti politici trasformano l’aggressività verbale, il disprezzo e la delegittimazione dell’altro in strumenti ordinari della comunicazione pubblica, non possiamo pensare che tutto questo rimanga confinato nei talk show, nei comizi o sui social. Quanto accaduto in via Carducci ci riguarda tutti: non soltanto come questione di sicurezza, ma come comunità educante e come società».
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