Il Tirreno

Pisa

Ferrovie e territorio

Pisa, cambio di nome per la stazione di "San Rossore": si chiamerà "Torre di Pisa"

di Francesco Loi

	La stazione di Pisa San Rossore
La stazione di Pisa San Rossore

Dialogo Rfi-Comune: cambio di denominazione e piano di valorizzazione

4 MINUTI DI LETTURA





PISA. Da Pisa San Rossore a Torre di Pisa. Un cambio di denominazione per la seconda stazione ferroviaria cittadina, dopo quella centrale, che si porta dietro un progetto che punta a un salto di qualità. La stazione di Pisa San Rossore è infatti dentro un piano complessivo più ampio che vuole trasformare alcune stazioni ferroviarie in hub intermodali. Soprattutto come nel caso della stazione pisana che è al servizio anche della vicina Piazza dei Miracoli. Da qui l’intenzione di modificarne il nome per renderla più immediatamente attrattiva e funzionale a fini turistici.

La volontà di arrivare a questo obiettivo è stata ribadita anche in un recente contatto tra Ferrovie e l’assessore alla mobilità Massimo Dringoli. L’idea di cambiare il nome gira da tempo. Inizialmente avrebbe dovuto chiamarsi, nella nuova denominazione, Pisa San Rossore-Piazza dei Miracoli. Ora nei documenti della società Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) si trova solo Torre di Pisa. Per il Comune però sarebbe ancora meglio Pisa San Rossore-Torre di Pisa.

Rispetto al passato, ora la modifica del nome della stazione si lega a un progetto di riqualificazione, come ribadito dalla società del gruppo Ferrovie anche in recenti incontri pubblici sotto il titolo “Le stazioni ferroviarie come hub intermodali”.

«In linea con la visione della stazione del Mit (ministero dei Trasporti), declinata nel Documento strategico della mobilità ferroviaria di passeggeri e merci, Rfi mira a rendere stazioni e aree circostanti più sicure e connesse, a elevare il ruolo della stazione da nodo di scambio intermodale a centro nevralgico della mobilità urbana», si legge negli atti ufficiali. Gli obiettivi principali sono migliorare la rete pedonale nel raggio di un km dalla stazione, collegare con nuove piste ciclabili le stazioni e i principali punti di interesse nel raggio di 3 km garantendo adeguati spazi attrezzati per la sosta bici, garantire che il trasporto pubblico locale copra adeguatamente il bacino di captazione della stazione in un raggio di almeno 30 minuti, garantire all’utenza una maggiore facilità di accesso ai servizi di sharing mobility attraverso spazi dedicati a presa/rilascio dei veicoli, garantire lo sviluppo, laddove opportuno, di spazi per la sosta auto, localizzare in prossimità delle stazioni infrastrutture di ricarica per mezzi elettrici.

Accanto ad altri per le principali stazioni della Toscana, questo progetto è denominato “Renaming Pisa San Rossore”. Per renaming si intende proprio il procedimento per cambiare il nome di un’azienda, di un brand, di un prodotto o, come in questo caso, di un luogo.

«Da stazione storica a hub del territorio», scrive Rfi. La stazione venne attivata il 15 novembre 1846 quale capolinea provvisorio del nuovo tracciato diretto a Bagni di San Giuliano, posta sulla ferrovia Lucca-Pisa che, in seguito alla dismissione della stazione di testa di Porta a Lucca, anch’essa realizzata come provvisoria, avrebbe dovuto proseguire verso la nuova stazione di Pisa Centrale. Venne inaugurata con la denominazione di Pisa Porta Nuova per la vicinanza dell’omonimo ingresso nelle mura. Il 15 aprile 1861 venne attivato il nuovo tronco della ferrovia Tirrenica tra Pisa e Pietrasanta cui, sei giorni dopo, venne collegata la linea da Lucca. Il 10 dicembre dello stesso anno venne completata la tratta di collegamento con la stazione centrale di Pisa comprendente il lungo ponte sull’Arno. Nel corso degli anni è stata utilizzata dai reali italiani per spostarsi da e verso la vicina Tenuta di San Rossore: sul lato mare, in direzione di Genova, è ancora visibile la rimessa che ospitava il Treno Reale. Ha assunto l’attuale denominazione nel 1939.

Nel progetto di Rfi viene evidenziato il posizionamento della stazione rispetto ai principali attrattori turistici, ovvero 16 minuti in bicicletta dalla Tenuta di San Rossore e 10 minuti a piedi da Piazza dei Miracoli.

Il piano di valorizzazione per la “nuova” stazione Torre di Pisa comprende la riqualificazione dei sottopassi e dell’ingresso. Tra le ipotesi quella di un’area per la sharing mobility (per il Parco San Rossore e la Torre), un’area attrezzata per la sosta delle biciclette, oltre alla riqualificazione del percorso pedonale e ciclabile dall’ingresso lato via Andrea Pisano per connettere la stazione alla Torre.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Se ne parla adesso

In aggiornamento

Sparatoria al rave in Svizzera, la vittima italiana è Maria Spinelli: aveva 22 anni – Il racconto: «Uccisa davanti a noi»

di Redazione web